PERSONE CHE HANNO LETTO O CURIOSATO

sabato 21 aprile 2012

La prima volta (Consigli, più o meno burocratici, per il primo viaggio americano)

     PRIMA DI PARTIRE
      (Respirare "America" già da casa...)

Vi prego, non fatelo fare all'agenzia.
Tanto è una cosa semplicissima e sarà il vostro primo, autentico, approccio con la vita, la realtà americana. 

Non potete regalare quel vostro momento ad una seppur gentile sconosciuta impiegata di una agenzia di viaggi, che si offrirà di sollevarvi da una banale incombenza burocratica. 
E' banale, sì, ma quando vi metterete davanti al computer a compilare il semplicissimo modulo dell'autorizzazione "Esta" è, in fondo, come se voi foste già in aereo.
Anzi, in America. 
Il vostro primo approccio con la realtà - ma soprattutto con la mentalità - americana lo avrete dunque davanti al computer, quando vi troverete a dover rispondere alle domande del questionario che dal gennaio 2009 chi intende recarsi negli Usa come turista è tenuto a compilare prima di partire.
"Esta" è l'acronimo (in America tutto ha una sigla) di "Electronic System for Travel Authorization", "Sistema elettronico per l'autorizzazione di viaggio".

 
In sostanza, l'Esta è la versione telematica dell'ex modulo I-94W, quel cartoncino verde - eccolo qui a fianco - che fino al 2009 veniva consegnato in aereo - unitamente a quello bianco della dogana che invece si compila ancora - quando si stava per arrivare negli Usa.

Anche se vi ho appena assicurato che si tratta di un questionario facile-facile, quando nella tranquillità di casa vostra compilerete l'Esta, vi accorgerete che è possibile trovarsi di fronte a domande che nascondono insidie inaspettate o che esigono risposte a richieste che a noi italiani appaiono francamente un po' assurde. 

Intanto c'è da dire che l'Esta (che avrà poi una validità di due anni) si deve compilare DOPO aver acquistato il biglietto e quando saprete dove dormirete almeno la prima notte americana (anche se, per la verità, c'è la possibilità - dopo aver compilato l'Esta - di aggiungere elementi per aggiornare la domanda, inserendo, appunto nome e indirizzo dell'albergo e numero di volo). 
Il sito ufficiale del Dipartimento americano della Sicurezza e della Protezione delle Frontiere, è QUESTO. Lì troverete il modulo con le sue domande in italiano.

Attenzione, perché in rete, se cercate l'Esta attraverso motori di ricerca, troverete per primo l'indirizzo di un sito italiano che non ha nulla a che fare con quello ufficiale, e che vi chiede 37,75€ oltre alla tassa d'ingresso governativa americana
Sì, perché già ci sarà il Governo americano a volere 14 dollari - ad oggi 11 €uro e 45 cent - per entrare negli Usa (e questo significa che quando compilate l'Esta dovete avere sottomano la carta di credito).
Così come ci sono agenzie di viaggio che si offrono di compilarvi l'Esta in cambio di una tariffa. Ma, onestamente, vista la semplicità dell'operazione non mi sembra il caso di regalare soldi per una cosa che potete fare tranquillamente, con serenità, un po' di eccitazione e un pizzico di divertimento.
E senza sia sostanzialmente possibile commettere alcun errore.

Una volta collegati al sito governativo dell'Esta, vi troverete a dover scrivere negli appositi spazi giorno, mese e anno della data di nascita e poi Paese di cittadinanza, città di residenza e indirizzo della casella di posta elettronica (facoltativo).
E fin qui, tutto facile...
Nessun problema nemmeno per compilare i dati relativi al passaporto (che deve essere con la marca da bollo dell'anno in corso e di tipo "nuovo", quello con la foto scannerizzata sul primo foglio interno e con un piccolo simbolo sulla copertina sotto la parola "passaporto"); 


così come non avrete alcuna difficoltà a scrivere la linea aerea con la quale viaggerete, il numero del volo che prenderete e la città dalla quale partirete (dunque l'Esta o lo compilate DOPO aver acquistato il biglietto, o lo fate compilando successivamente la parte relativa al biglietto aereo).
A proposito: se prendete un volo con scalo, fate attenzione che ci siano almeno tre ore di tempo prima di ripartire alla volta degli Usa, perché i lunghi controlli che gli Stati Uniti chiedono ai Paesi esteri non li farete in Italia, ma nella città europea dove farete scalo. Ancora ricordo la "deliziosa" notte fuori programma passata ad Amsterdam - che ha significato un giorno in meno negli Usa - perché, complice un ritardo di mezzora dall'Italia, il tempo rimasto non era sufficiente a svolgere i minuziosi controlli previsti prima dell'imbarco per l'America. 

Comunque...
Proprio quando sarete fieri delle vostre capacità e della vostra efficienza, eccola, la prima piccola insidia. 
La domanda è perentoria: “Inserire il numero civico e l’indirizzo stradale del luogo presso cui si alloggerà negli Stati Uniti”. Nessun problema, è ovvio, se la vostra destinazione è la casa di un amico o parente; ma se andate negli Usa per vacanza e avete intenzione di esplorarli fermandovi qua e là, più o meno a caso, beh… il problema vi apparirà giustamente insuperabile.
Aiuta, in questo senso, un suggerimento: “Se sono state pianificate multiple località di sosta, inserire il primo indirizzo”. Se per caso conoscete solo il nome ma non l’indirizzo del vostro albergo, vi tende la mano un secondo suggerimento: “Se l’indirizzo completo è sconosciuto, inserire il nome dell’albergo o la località che si intende visitare”. 
Dunque, deduco che basta indicare "la località": almeno quella la sapete, diamine! A quel punto vi arriverà il tanto atteso “via libera” (“Autorizzazione approvata”) senza il quale, peraltro, non potrete nemmeno partire. So cosa starà pensando qualcuno di voi: che si deve prenotare - anzi, pagare - volo e albergo senza essere matematicamente certi di poter poi fare il viaggio.
Ma non preoccupatevi: a meno che non siate nelle liste internazionali degli indesiderabili per terrorismo compilate dalla Cia o non abbiate sottratto un bambino ad un eventuale vostro ex coniuge americano, non dovete avere alcun timore. L'autorizzazione arriverà nella vostra casella di posta elettronica qualche secondo dopo aver dato l'"invio".

Ma torniamo alle domande alle quali dovrete rispondere. Alcune, incalzanti, lasciano noi italiani alquanto perplessi: 
a) Ha mai sofferto di malattie contagiose? Di disturbi fisici o mentali? Ha mai fatto abuso di droghe o è mai stato tossicodipendente?
Per aiutarci, il computer ci dirà che “ai sensi delle leggi degli Stati Uniti, le malattie contagiose che riguardano la salute pubblica sono:
- Ulcera molle
- Gonorrea
- Granuloma inguinale
- Hiv
- Lebbra infettiva
- Sifilide fase infettiva
- Tubercolosi attiva”.

Qualche moderato nascosto scongiuro, a questo punto, non mi pare fuori luogo. 
 
Se poi vi starete chiedendo cosa invece intendono le autorità americane per “disturbi fisici o mentali”, ecco la risposta:
- Si soffre attualmente di un disturbo fisico o mentale, e il comportamento associato al disturbo potrebbe rappresentare, o ha rappresentato, una minaccia alla proprietà, alla sicurezza o al benessere di se stessi o di altri;
o se
- Si è sofferto di un disturbo fisico o mentale e se il comportamento precedentemente associato al disturbo che ha rappresentato una minaccia alla proprietà, alla sicurezza o al benessere di se stessi o di altri, potrebbe ripetersi o condurre ad altri comportamenti dannosi.
Dovremo rispondere “No”, ci suggerisce la guida, se
a) Attualmente non si soffre di alcun disturbo fisico o mentale o
b)  Se si è sofferto in passato di un disturbo fisico o mentale, ma senza un comportamento associato al disturbo che potrebbe rappresentare o ha rappresentato, una minaccia alla proprietà, alla sicurezza o al benessere di se stessi o di altri; o
c)  Si soffre attualmente di un disturbo fisico o mentale, con comportamento associato, ma tale comportamento non ha mai comportato, non comporta ora, né comporterà in futuro, una minaccia alla proprietà, alla sicurezza ecc…
d)  Si è sofferto in passato di un disturbo fisico o mentale con un comportamento associato al disturbo che ha precedentemente rappresentato una minaccia alla proprietà, alla sicurezza o al benessere di se stessi o di altri; ma comunque è molto improbabile che tale comportamento si ripeta.
(Ma come sarebbe a dire “molto improbabile”??)


Il questionario dell'Esta specifica poi che ai sensi delle leggi degli Stati Uniti,“gli individui che abusano di droghe o che sono tossicodipendenti potrebbero non essere ammessi”: "potrebbero", c'è scritto; con il condizionale... 
Per avere chiarimenti in merito si viene invitati a prendere visione (e dove?) dell'art. 212, comma a), paragrafo 1, sottocomma a) della Legge sull’Immigrazione e la Nazionalità, oltre che delle normative corrispondenti presenti nel Codice dei Regolamenti Federali.
Sì, vabbè... 
Ma le nostre perplessità non saranno terminate, anzi, aumenteranno alla lettura delle domande successive:

B) E’ stato mai arrestato o condannato per aver commesso un’infrazione o un reato di depravazione morale? E’ mai stato arrestato o condannato per due o più reati diversi, per i quali la durata dell’arresto totale è equivalsa a cinque o più anni? Oppure è stato mai coinvolto nel traffico di stupefacenti? 
Oppure sta cercando di entrare negli Stati Uniti per partecipare ad attività immorali o criminali?

C) E’ stato in passato, o è ora, coinvolto in attività di spionaggio o sabotaggio, o in azioni terroristiche? 
Oppure, tra il 1933 e il 1945 è stato coinvolto, in alcun modo, nelle persecuzioni intraprese dalla Germania nazista o dai suoi alleati?

D) Sta cercando lavoro negli Stati Uniti? 
Oppure è mai stato espulso o deportato dagli Stati Uniti? 
Oppure ha ottenuto o cercato di ottenere un visto o un ingresso negli Stati Uniti tramite frode o dichiarazione falsa?

E) Ha mai trattenuto o detenuto un minore sottraendolo alla custodia di un cittadino statunitense al quale il bambino era stato affidato legalmente?

Domande assurde, queste, secondo voi? Consolatevi: fino agli anni ’70 avreste dovuto dichiarare anche se eravate soliti chiedere l’elemosina, se eravate poligamo, se vi prostituivate, se eravate soliti compiere atti sessualmente immorali (?), se eravate comunista, anarchico o analfabeta (e come avrei fatto a leggere, di grazia?), o se eravate giunto lì clandestinamente (e come? nascosto fra una poltrona e l’altra dell’aereo?). 

Insomma, nulla rispetto alla nostra autocertificazione antimafia! Eccovi dunque la prova di quanto gli americani credano profondamente nella buona fede altrui; non dubiteranno delle vostre risposte, ma diventeranno implacabili se dovessero capire (o sapere) che da parte vostra c’è stata menzogna e malafede. 

Ma in realtà queste domande che a noi appaiono assurde e senza senso, servono per affibbiare automaticamente un'aggravante (financo all'automatica attribuzione del massimo della pena) a chi poi commetterà eventualmente qualche reato e dovrà affrontare un processo negli Usa.

Una volta compilato diligentemente il modulo Esta a casa vostra,  qualche secondo dopo aver cliccato l'invio, riceverete il "codice conferma", che è meglio stampare e portare con sé, in caso di possibile (anche se improbabile) richiesta al controllo passaporti americano. 
Improbabile perché tanto quando arriverete al Customs and Immigration negli Stati Uniti, di voi sapranno già tutto.

       IN AEREO

In aereo, invece, vi daranno un modulo azzurrino - il “CBP Form 6059B” del U.S. Customs and Border Protection, dell’ufficio Dogane e Protezione delle Frontiere Usa - anche questo necessario per entrare negli Stati Uniti come turisti e anche questo con domande assai curiose. 
Modulo che si apre con un educato augurio di benvenuto (“Welcome to the United States”, c’è scritto nella versione inglese in grassetto, “Benvenuto negli Stati Uniti”. In America sono tutti sempre molto cortesi...). 

Modulo, questo, che deve esserne compilato uno per ogni gruppo familiare (ma non controllano certo se voi e il vostro partner siete sposati o se abitate effettivamente insieme, dunque va benissimo uno per coppia...) e dunque anche da chi viaggia solo. 
Dopo aver scritto nuovamente il nostro “indirizzo” americano, come potete vedere si leggeranno domande come queste: “Porto / Portiamo frutta, verdura, piante, sementi, insetti (insetti?), carni, prodotti alimentari, uccelli, animali vivi, agenti patogeni (?), colture cellulari (?!?), lumache, terra (terra?!), oppure sono stato/siamo stati in una fattoria o a contatto diretto con bestiame fuori degli Usa?”

Anche in questo caso, poca ironia: certo, però, se venite dalla ridente campagna italiana è meglio che sorvoliate con diplomazia; anche perché una nota successiva e vagamente inquietante e scritta in caratteri minuscoli ricorda che gli addetti del “CBP” “sono autorizzati a interrogare, eseguire perquisizioni personali ed esaminare i bagagli dei passeggeri” con la garanzia però di un “trattamento cortese e professionale, nel rispetto della dignità personale”.  
Il problema è che gli americani, dopo trecento anni, sono ancora ossessionati dalle termiti e dai parassiti giunti nel Nuovo Mondo dall'Europa e ospitati nel legno delle casse delle armi dei soldati inglesi. Parassiti che hanno contaminato i boschi americani e le loro campagne fin'allora vergini.

Non pensate che siano domande e precauzioni stupide e inutili: pare che qui, alle dogane degli aeroporti americani, ogni giorno vengano individuate decine di persone che tentano di entrare negli Usa con salumi di ogni tipo, piante di pomodoro, mele o altro di più inquietante, come vedrete fra poco; forse perché temono di morire di fame negli Usa o perché cercano di vincere la nostalgia portandosi appresso struggenti ricordi alimentari dei paesi natii.
Come questa carne di scimmia (esatto, avete capito bene...), sequestrata ai controlli di frontiera al Jfk di New York...



Merci alimentari illegali sequestrate in una settimana
alla dogana internazionale dell'aeroporto di Chicago
In ogni caso adesso avete veramente finito. Dopo questo curioso e un po’ incalzante interrogatorio scritto, pochi badano a ciò che è riportato nelle righe finali dei due questionari: alla fine di quello compilato on-line, per esempio, è specificato che “il tempo medio necessario per compilare questo modulo dovrebbe essere di 15 minuti per ciascun richiedente”. 
Eccovi dunque un’altra lezione sul modo di pensare d’oltreoceano: la puntigliosità, la precisione quasi maniacale che in America c’è su tutto. Se è scritto che ci vogliono quindici minuti significa che certamente saranno stati fatti centinaia (migliaia?) di test cronometro alla mano prima di affermarlo “nero su bianco” con così perentoria sicurezza. E siccome tutto negli Stati Uniti è concepito per essere “fast and easy”, “facile e veloce” - e vista l’insofferenza degli americani verso qualsivoglia lacciuolo burocratico - questa nota implicitamente ci comunica che il Governo americano, per farci assolvere questo obbligo di legge, ci ha fatto perdere in fondo solo quindici dei nostri preziosi minuti.
Infine, una nota che fa sbalordire noi italiani: “Per qualsiasi commento relativo ai tempi di compilazione previsti, inviare la corrispondenza a U.S. Customs and Border Protection (Ufficio delle Dogane e della Protezione delle Frontiere), 1300 Pennsylvania Avenue, Room 3.2.C., Washington DC 20229”. Mi piacerebbe tanto sapere quanta gente avrà inviato le proprie osservazioni. Chissà, magari qualcuno in America le avrà pure raccolte in un libro…

Euforici e smaniosi di partire, quando però da casa vi troverete a compilere on-line il modulo Esta, vi raccomando di non badare troppo ad altre noticine che potrebbero farmi aumentare a dismisura l’ansia: “I viaggiatori ammessi nell’ambito del Programma Viaggio senza Visto devono accettare di rinunciare ai propri diritti di riesaminare o presentare ricorso, come spiegato nella sezione Liberatoria dei diritti nella schermata della domanda”"Ad eccezione dei casi di richiesta di asilo", c'è scritto. 
Insomma, forse non ve ne sarete resi conto, ma sottoscrivendo questi punti avete accettato - senza riserve - la possibilità di venire “deportati”, come dice la legge americana, rinunciando totalmente ad ogni vostro eventuale diritto. Ora, è vero che gli americani non “invitano” semplicemente i clandestini a lasciare gli Usa, ma li “accompagnano” - diciamo così… - fino alle poltroncine dell’aereo; bisognerebbe però comunque spiegare loro che, se proprio è necessario, sarebbe meglio usare il verbo “espellere” piuttosto che quello assai più inquietante di “deportare”. Verbo, quest’ultimo, che a noi europei fa venire ancora i brividi… 

Rilassatevi: succede davvero raramente. L'importante è rispondere all'eventuale domanda del sorridente funzionario dell'emigrazione che siete lì SOLO per turismo ("Yes, tourist!"). Se poi non siete segnalati in nessuna banca dati dell'Fbi e della Cia potete stare tranquilli... 
Se può servire da parziale consolazione, oltre a semplici cittadini italiani, le cronache raccontano che gli inflessibili funzionari americani dell’immigrazione hanno bloccato ai controlli anche personaggi più o meno “illustri”: come il  senatore americano Ted Kennedy, celeberrimo fratello dell’ex Presidente Usa John, ed appartenente ad una delle più potenti famiglie degli States, ma omonimo di un malvivente irlandese. Anche se il suo volto non era certo sconosciuto, visto quel che usciva dal computer l’addetto al controllo immigrazione lo ha bloccato per un bel po’, aspettando ordini, indicazioni ed autorizzazioni superiori.

IN AMERICA!

Tranquillizzatevi, però: sono quasi novanta milioni le persone che passano ogni anno i controlli dell’immigrazione nelle frontiere degli Stati Uniti, e i casi di quelle che sono state bloccate sono davvero rarissimi, per fortuna. E poi basta seguire alla lettera le norme, ma anche rispettare, una volta scesi dall’aereo, le banali regole aeroportuali, descritte peraltro in modo inequivocabile grazie a numerosi avvisi multilingua e disegni, esposti con evidenza su decine di cartelli. 
      
Come quella, semplice, di non fumare, o quell’altra che indica di non fare foto o di accendere il telefono cellulare solo dopo IL SECONDO controllo, quello bagagli: dunque praticamente fuori dall’aeroporto. 
Regola, quest’ultima, che gli italiani disattendono regolarmente per l’insopprimibile bisogno di telefonare alla mamma non appena sbarcati, ma rischiando così di mettersi nei pasticci per una stupidaggine.

Il vostro aereo dunque ora è atterrato. Nell’ovattato silenzio dei corridoi degli enormi aeroporti americani, vi dirigerete verso i varchi di controllo doganali, dove vi accorgerete cosa significa essere “extracomunitari”: ecco, infatti, che i cittadini americani prenderanno un’altra direzione, volatilizzandosi all’istante. La fila dove sarete voi - riservata agli “aliens”, ai non americani - sarà invece molto, molto più lenta, per i suoi comprensibili controlli più accurati.
 Così finalmente arriverete di fronte ai due ultimi “ostacoli”: nessun modulo burocratico, questa volta. Vi troverete cioè prima davanti al funzionario del controllo immigrazione, poi a quello della dogana.


 Seguita l’indicazione “Baggage Claim”, “Ritiro Bagagli”, con il carrello carico delle vostre valige vi troverete al controllo dogana dove potrebbe essere data una sommaria controllata al bagaglio, per verificare che non portiate merci vietate dalle norme americane. 
Sono state classificate come “pericolose” e dunque vietate, a parte le già citate lumache, frutta e verdura, anche le edizioni estere non autorizzate di autori americani, pubblicazioni “sediziose, immorali o indecenti”; le caramelle e il cioccolato al liquore (!), i biglietti di lotterie (?) e i sigari fatti a Cuba; gli animali selvatici (vivi o imbalsamati), esemplari di specie animali protette e prodotti derivati da questi (uova, avorio, piume, pellame); carne fresca o secca non in scatola, cd, cassette audio o vhs pirata, gli oggetti prodotti da osso di balena, l’assenzio, la marijuana e le altre droghe. 
Se da bravi turisti avrete lasciato a casa lumache, salami vari, spinelli e “Gratta e Vinci” (e avete tenuto spento il telefonino…) potete essere sicuri che alla dogana non avrete alcuna noia. Il doganiere vi chiederà il modulo “CBP Form 6059B” (il modulo bianco) ritirandovelo.

IL CONTROLLO PASSAPORTI

Ma il vero e proprio rito “iniziatico” sarà avvenuto poco prima, al controllo passaporti, dove vi accorgerete subito cosa significa essere "extracomunitari" o, in questo caso "aliens", "no Us citizen". 
Gli americani si dirigeranno verso una fila che scorrerà veloce e senza problemi, mentre la vostra - riservata a tutti gli altri centinaia di "aliens" arrivati in quei minuti - sarà lentissima. Normalmente cortesi funzionari in divisa "dirigeranno il traffico" e  vi suggeriranno quale fila seguire.



Qui, un funzionario dell’“Ufficio Dogane e Protezione Frontiere” dall’aspetto vagamente severo e dallo sguardo burocratico e impenetrabile (ma non è vero, sono sempre gentilissimi e sorridenti, a meno che non abbiano passato una nottataccia!) vi chiederà gentilmente il passaporto, lo passerà in un lettore ottico, e vi farà una bella fotografia con una microcamera.

Poi vi chiederà di appoggiare le dita - prima i pollici, poi le altre dita insieme - delle vostre mani su uno scanner (due novità post “11 settembre”);

digiterà il vostro nome e cognome sulla tastiera di un computer, per ricontrollare che non vi sia nulla a vostro carico (nemmeno una semplice multa per divieto di sosta non pagata precedentemente negli Usa); 
e infine verificherà che il vostro biglietto aereo sia munito anche del tagliando per il ritorno.
A volte vi chiederà che occupazione svolgete: e allora - attenzione! - mai e poi mai rispondere, magari con aria malinconica “Purtroppo in questo momento in Italia non ho lavoro”, altrimenti senza che nemmeno ve ne accorgiate, vi ritroverete espulsi - anzi, “deportati” - sul primo aereo in partenza per Roma. O vorrà sapere il motivo del vostro viaggio: e, per carità!, rispondete sempre “Turismo!”.
A quel punto l’agente, terminato il suo controllo, stamperà con energia su una pagina del vostro passaporto il timbro rosso con la data del vostro ingresso e con la classificazione “W-T”, “visto turistico”. E finalmente, solo a quel punto, vi sorriderà dicendo: “Welcome to the United States!”“Benvenuto negli Stati Uniti d’America!”, indicandovi la direzione per la “porta dorata”.

LA "PORTA DORATA"

Già… Un po’ sopraffatti dalla stanchezza e dall’emozione, impegnati come sarete a cercare l’uscita che porta ai taxi o alla metropolitana, euforici e magari un po’ storditi da quell’improvvisa Babele del Duemila che subito vi travolgerà e un po’ preoccupati del fatto che in mezzo a quella confusione multietnica non riuscirete a farvi comprendere da nessuno...

... è molto probabile che non la notiate: ma se siete atterrati a New York, passerete vicino alla parete dove sono trascritte le parole incise alla base della “Statua della Libertà”. 
Versi scritti nel 1883 da Emma Lazarus, poetessa americana d'origine portoghese:

“Tenetevi i vostri antichi Paesi
con la vostra storia fastosa.
Datemi le vostre masse stanche,
povere,
oppresse,
desiderose di respirare libere,
miserabili rifiuti dei vostri lidi affollati.
Mandateli a me
i diseredati,
gli infelici,
i disperati:
Io
alzo la mia lampada
accanto alla porta dorata”.

Saranno passate una decina d’ore da quando siete usciti da casa vostra, in Italia. Ora i vostri piedi sono posati sul suolo del “Nuovo Mondo”. Siete davvero negli Stati Uniti, e la “porta dorata” è di fronte a voi.
L’America, immensa, è lì fuori che vi aspetta.


P.S.: I miei consigli su New York QUI


© dario celli. Tutti i diritti sono riservati


316 commenti:

  1. Ma che bello e utile questo post
    Io è da anni che non viaggio per motivi di forza maggiore ma oggi mi è sembrato davvero di avere provato la stessa emozione di un viaggio reale.
    Grazie.
    Anna Laura

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    1. Esagerata!
      No, davvero, grazie dei complimenti, Anna Laura, e benvenuta!
      E se vai indietro trovi altro...

      Stay tuned!

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  2. Lo dico ma non prendetemi in giro..
    La prima volta a NY era talmente tanta l'emozione e la voglia di passare al di là della porta di uscita dell'aeroporto che al controllo del passaporto, senza pensarci sopra due volte, stavo per appoggiare l'occhio alla fotocamera pensando ad una scansione della retina...
    Non ho capito se lo sguardo del funzionario era di compassione oppure di sospetto...
    Grazie Dario!!!
    Simone

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    1. Rido!
      Forse il funzionario avrà pensato che l'avevi scambiato per un oculista!
      La mia vendetta è successa quando (non appena erano usciti in Italia i cellulari Gsm) sono entrato in un negozio di New York con in mano una Sim card per chiederne una americana.
      Il commesso ha chiamato il manager e quello ha preso fra le dita la mia Sim e se l'è girata davanti agli occhi sbarrati come se fosse stato un oggetto che veniva dal futuro...
      Allora gli Usa avevano solo i cellulari Etacs (ed erano pieni di telefoni a moneta ad ogni angolo di strada...).
      Grazie a te, Simone!
      :-)

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  3. toglimi una curiosità
    ma il questionario idiota con le domande da rispondere con le crocette esiste ancora? te lo fanno fare in aereo prima di consegnarlo una volta a terra?

    cristian

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    1. Ma allora non hai letto!!!
      Rileggi e torna preparato!
      :-)

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    2. subito maestro!

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  4. Ciao, ma se si fanno più tappe con voli interni (ad esempio l'itinerario completo è "Milano-Boston" _con scalo a New York_ "Boston-Washington D.C." "Washington D.C.-New York" "New York-Milano") tutta la trafila di controlli la si fa solo al primo arrivo (allo scalo di New York o direttamente a Boston??) o a ogni volo interno si ripete tutto o quasi tutto? Se tipo da Boston dopo una settimana si va a Washington D.C. bisogna sempre andare tra gli "aliens" e rifare tutti i vari controlli?

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    1. Caro Rocco,
      benvenuto, intanto!
      I controlli ai quali tu ti riferisci si fanno solo quando metti piede negli Stati Uniti provenendo dall'estero, nel nostro caso dall'Italia.
      Quando, dall'Europa, arrivi negli Usa e fai scalo, in quel caso scendi dall'aereo, fai i controlli passaporto di entrata negli Usa, talvolta devi anche ritirare il bagaglio, e poi giri per l'aeroporto alla ricerca del gate per il tuo volo "interno", quello che ti porterà alla destinazione americana dove sei diretto.

      Quando poi prendi voli interni (da Washington a Boston, per esempio, o da New York a Denver magari via Chicago) NON CI SONO più controlli "doganali", "di frontiera", ma solo i normali controlli aeroportuali: quelli di volo; i normali controlli di bagagli e biglietto, insomma.
      Si entra in aeroporto e si cerca il gate corrispondente al volo che si deve prendere: si spediscono i bagagli, si ritira la carta d'imbarco e si passa attraverso il metal detector per i normali controlli di sicurezza, e basta.
      Al massimo ti possono chiedere un qualsiasi documento con foto per vedere se il tuo nome corrisponde a quello del biglietto, ma non ci sono più file "aliens" e "Us citizens".

      Se hai bisogno di altre risposte sono qui!
      :-)

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    2. Ciao, grazie per l'accoglienza e la disponibilità!
      Si un'altra informazione mi sarebbe davvero utile.
      Avendo la sfortuna di avere una invalidità fisica, creata in un incidente stradale, per la quale mi ritrovo una gamba piena di protesi di metallo tanto da zoppicare e dover usare un bastone per camminare, è obbligatorio fare un certificato ortopedico bilingue, o con i body scanner vedono "la ferraglia" integrata nella gamba e basta quello? (in piena onesta, più di un ortopedico mi ha chiesto una cifra un po esagerata a mio parere, perché devono "visionare le cartelle cliniche per dare la giusta collocazione delle varie protesi"....ma con pieno rispetto del loro lavoro 500€ mi sembrano tanti, poi non so se mi sono capitati i più cari).

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    3. Su questo, francamente, non so risponderti.
      Hai sentito il consolato o l'ambasciata?

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    4. Allora ho approfondito un po, in pratica non è assolutamente obbligatorio presentare un certificato medico, sarebbe discriminante, ma si può perdere più tempo perché giustamente farebbero un controllo in più. Il certificato non deve essere necessariamente specialistico (quindi non è necessario sborsare per quello specialistico) se è scritto almeno in Italiano e inglese è positivo (va bene anche solo in Italiano, ma si potrebbe perdere tempo per la traduzione), la perfezione sarebbe in Italiano, Inglese e Francese.

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    5. Ok, tieni conto che negli Usa sono abituati a cose di questo genere.
      Basta che tu lo dica prima di passare dal metal detector...
      Fai bene a portarti un certificato in inglese, comunque.

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    6. Ciao Dario. Sono Francesca e vivo a San Antonio TX. Complimenti per il tuo sito, molto interessante e veritiero.
      Vorrei dare una risposta a Rocco...anni fa' sono stata investita da un big truck. Lasciando perdere i particolari, sono anch' io piena di metallo (uno anche per tutto il mio femore). Viaggio molto in aereo e molte volte avanti e indietro America-Italia e non ho mai avuto problemi ai controlli.

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    7. Grazie, Francesca!
      Lo immaginavo!

      Grazie per i complimenti e per essere passata da qui! Perché non mi cerchi e non mi racconti la tua storia?
      Troverai il mio indirizzo mail al fondo del "pippone" che ho scritto nella copertina, qui a destra.
      Leggimi ancora e fatti viva!

      Ciao!

      d.

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  5. Letto tutto! grazie! ora so cosa aspettarmi una volta scesa dall'aereo... e grazie per la trascrizioni delle domande dell'ESTA perchè non me le ricordavo :) Decisamente adorabili!

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  6. Ciao Dario, leggere tutta la prassi che hai esposto sopra è come sentirsi pronti per la partenza!!! Eccellente lavoro. Quando sarà il mio momento di recarmi negli USA ne terrò conto senza dubbio. Grazie di cuore.
    Sira

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    Risposte
    1. Sira, grazie a te per essere passata da qui?

      Continua a leggere, mi raccomando!

      Ciao!

      d.

      Elimina
  7. Ciao!
    Settimana prossimo ho un volo per New York da Napoli con scalo a Roma e a Parigi. A proposito di quando dici: "Se prendete un volo con scalo, fate attenzione che ci siano almeno tre ore di tempo prima di ripartire alla volta degli Usa, perché i lunghi controlli che gli Stati Uniti chiedono ai Paesi esteri non li farete in Italia, ma nella città europea dove farete scalo." - mi è venuto il panico, perché io ho solo 1h30min di scalo a Parigi. Ma i controlli di cui parli non li fanno una volta atterrato?
    Tranquillizzami per piacere! XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non voglio essere pessimista, ma siccome i controlli più severi (quelli al passaporto e quelli eventuali al bagaglio) li fanno IN EUROPA, PRIMA dell'imbarco per gli Stati Uniti, credo che un'ora e mezza a Parigi sia un tempo un po' troppo "risicato-risicato".
      A me è successo di partire da Roma per Amsterdam con 20 minuti di ritardo, di arrivare ad Amsterdam mezz'ora prima della partenza per gli Usa e di non aver fatto in tempo a prendere l'aereo per New York (siamo stati ad Amsterdam una notte, in un hotel dell'aeroporto; a spese della Klm, è vero, ma abbiamo perso un giorno negli Usa...).

      Una volta atterrato negli Usa ti controllano il nome, la corrispondenza con la tua richiesta Esta; ci vuole a volta un'oretta (soprattutto se sono arrivati tanti voli in quei minuti), ma i controlli più severi, gli Stati Uniti vogliono (comprensibilmente) che ogni nazione li faccia PRIMA dell'imbarco del passeggero per gli Stati Uniti.
      Fammi sapere, poi!

      d.

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  8. Ciao sono Luigi... sono tornato dagli Stati Uniti circa 10 giorni fa... sono partito con l'Esta e sono stato li circa 80 giorni... all'andata ho fatto tutti i controlli doganali e di rito all'aeroporto JFK di New York e tutto ok.. la mia domanda è relativa al rientro in Italia, ovvero al mio rientro all'aeroporto di Roma(preciso che la mia destinazione finale era Cagliari)mi hanno controllato il passaporto ma non è stato apposto nessun timbro o quant'altro che attesti la data precisa del mio rientro qui in Italia... essendo partito con l'Esta che consente un soggiorno negli U.S.A. max di 90 giorni mi chiedevo se il passaporto va "vistato" al rientro nel proprio paese o se magari tutto avviene elettronicamente... come quando ad esempio al proprio rientro ripartendo da un aeroporto U.S.A- ti scannerizzano il passaporto per fornirti le carte d'imbarco...
    Grazie in anticipo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Luigi,
      per gli Stati Uniti, il timbro messo dalle autorità italiane non vale nulla!
      Vale, invece, il controllo che ti hanno fatto le autorità dell'immigrazione Usa prima che tu ti imbarcassi nell'aereo, quella "scansione" che - come tu stesso hai detto - ti hanno fatto prima di partire e prima di darti le carte di imbarco...
      Tranquillo, dunque!

      80 giorni sono tanti!
      Era la prima volta che andavi negli Usa?
      Impressioni?

      Facci sapere!


      d.

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  9. ciao Dario, anzitutto mi unisco ai rigraziamenti per le utili informazioni che ci hai fornito con questo articolo... Volevo però chiederti qualche dettaglio in più, visto che dovrei recarmi a Los Angeles a luglio per partecipare a una Conference del mio settore professionale, anche se non ho ancora fatto il passaporto ma ho preparato il materiale ed entro 2 giorni andrò a presentare la domanda, spero di fare in tempo tra rilascio e richiesta dell'ESTA visto che mancano ancora 2 mesi... Ma vengo ai punti:
    1) alla domanda del modulo "Sta cercando lavoro negli Stati Uniti" bisogna rispondere necessariamente NO? ...perché nel mio caso non sarebbe la verità, anche se lo sto cerco da qui anche perché ho letto che non si può cercare lavoro in loco col visto turistico, anche se c'è anche qualche immigrato che mi ha detto invece che queste sono esagerazioni allarmistiche, credo nel senso che non si può lavorare ma che non è illegale incontrare potenziali datori di lavoro (o sì?), come in sostanza capiterà a me anche in questa Conference, perché con alcuni di loro ho già collaborato a distanza, sebbene soltanto come volunteer, ma insomma quando il funzionario mi domanderà il motivo del viaggio devo pensare che è meglio non nominare nemmeno la Conference? e/o il fatto che vado anche per vedere come vive la gente negli USA (perché allora se mi chiede perché m'interessa dovrei rispondere che è perché aspiro un giorno a viverci anch'io, intendo legalmente, per l'appunto a meno di mentire, che non mi pare un comportamento consigliabile), anche se poi ogni trasferta è "turismo" nella sua sostanza, lo è persino il turismo per affari e per trasferte di lavoro (...magari la Conference potrebbe essere assimilata allo scopo di business?)?
    - Se faccio almeno il check-in online, dici che stare in aeroporto con 130 minuti di anticipo che potrebbero ridursi tipo di una mezzoretta se mi salta uno dei treni che devo prendere per arrivarci, è davvero troppo poco? Ci penso perché partendo di mattina dal litorale laziale Sud, un anticipo maggiore e più sicuro mi richiederebbe un pernottamento a Roma Termini nel giorno precedente, che però vorrei evitare, tenendo conto che anche se mi procurassi un passaggio in auto o in taxi può sempre succedere qualcosa che blocca per tanto, tipo una semi-paralisi della strada per un incidente più avanti...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Enzo,
      grazie per essere passato da qui!

      Per quanto riguarda le tue domande, meno che le pratiche non le faccia la tua Azienda, se entri dopo aver compilato (on line) l'Esta, EVITA DI DIRE CHE VAI NEGLI USA PER SEGUIRE UNA CONFERENZA.
      Sarai lì per turismo.
      E bon.

      E' vero che, in teoria, l'Esta - come è scritto nel sito stesso del Governo americano - viene compilato in caso di viaggi "per turismo o affari", e che dunque in teoria permette di CERCARE CONTATTI per un lavoro, ma è meglio evitare di mettere in allarme un addetto alla frontiera americano che magari quel giorno è di cattivo umore.

      L'America è un Paese libero, e dunque una volta che sei uscito dall'aeroporto tu puoi incontrare chi vuoi: anche (ovviamente) chi potrebbe offrirti un lavoro.
      Ma eviterei di dire al controllo passaporto che sei là per seguire una Conferenza. Altrimenti potrebbero farti un sacco di domande e chiederti l'accredito eccetera...

      Ti chiederanno, al massimo, se in Italia lavori e che lavoro fai: e tu dillo, specificando CHE HAI UN LAVORO FISSO e dicendo poi per chi lavori e che sei lì per turismo.
      Ma dubito che ti faranno domande più approfondite!

      Una volta che sei negli Usa puoi prendere tutti i contatti che vuoi: se poi dovesse nascere qualcosa di interessante dal punto di vista lavorativo, allora dovrai seguire un iter diverso.
      In sostanza vuol dire che se l'azienda americana è disposta a sponsorizzarti dovrai presentare le pratiche al consolato americano in Italia una volta tornato... Ma queste cose, generalmente, le aziende americane le conoscono benissimo!

      Per il ceck-in da Roma: se il volo da Roma è diretto, ti devi presentare con tre (TRE) ore di anticipo, soprattutto se partirai in un mese come luglio, pieno di turisti.
      Se il volo, invece, fa uno scalo in qualche Paese europeo, allora 130 minuti di anticipo sono più che sufficienti, in quanto gli approfonditi controlli vengono fatti all'aeroporto dove il tuo aereo lascia l'Europa.

      Il problema non è tanto il "check-in", quanto il "controllo documenti" e il "controllo bagagli", che a volte viene fatto aprendo ogni valigia.

      Posso darti un consiglio? Io spenderei 140 (mi pare costi intorno a quella cifra) euro e dormirei in assoluta tranquillità all'Hilton DELL'AEROPORTO FIUMICINO, più che a Termini. Ci saranno 50 euro di differenza: ne vale la pena?
      Non fare il tirchio: l'albergo è ottimo e in fondo è come se il tuo viaggio iniziasse il giorno prima!

      L'Esta lo puoi fare anche domani, solo che TI SERVE IL NUMERO DEL PASSAPORTO, IL BIGLIETTO AEREO E L'INDIRIZZO DELL'ALBERGO AMERICANO, o almeno del primo albergo/appartamento.

      Cosa aspetti a farti il passaporto? Ci vorranno una ventina di giorni prima che ti arrivi, nella migliore delle ipotesi!


      Altre domande?


      d.

      Elimina
    2. Ok. ci ho pensato la notte (!). Hai ragione: negli Usa non si dicono bugie. E allora puoi sempre dire: "Sono qui per turismo, vedere mostre, seguire un convegno...", così "en passant...".
      Ma, davvero, ci stiamo facendo un sacco di problemi!

      d.

      Elimina
  10. ciao dario, che tu sappia alla dogana usa tengono conto di chi è stato mandato al secondo controllo? sono stato in usa 5 volte, e l'ultima volta un doganiere un po zelante mi ha mandato al secondo controllo (nulla di che, devi dimostrare che sei li x turismo,ma perdi del tempo). secondo te al prox accesso risulteràche sono stato amndato una volta al 2 controllo (con quindi eventuale diffidenza e magari rompitura di balle)?
    grazie ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non credo.
      Ora che mi hai scritto questa cosa, ricordo che forse la seconda volta che sono andato negli Usa (1994) fui controllato più approfonditamente (con apertura bagaglio e controllo dettagliato del contenuto, mutande comprese...).
      Da bravo avevo lasciato a casa spaghetti, ragout, pasticcini e non ho avuto alcun problema. Né allora, né dopo, visto che non ho avuto nessun altro controllo...
      Grazie di essere passato da qui, anonimo!

      d.

      Elimina
  11. Che ansia nel legere questa descrizione molto utile.
    Posso chiederti una cosa? Non ho capito l'odine cronoogico dei vari controlli, perchè leggendo mi sembra che ad un certo punto torni ad uno precedente o forse sono un pò fusa io.
    Mi potresti scrivere le vari fasi dei controlli dal momento che si scende dall'aereo? Io non conosco l'inglese e sono un pò preoccupata.
    Grazie!
    Giovanna

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, ma il mio è stato solo un "escamotage letterario" (e chiedo scusa...) per finire con la cosa che fa più effetto prima dell'immersione nella vita americana.
      Siccome il controllo "immigrazione" è il principale ed è quello più "temuto" (ma non c'è nulla da temere, assolutamente!) io l'ho descritto per ultimo.

      Ma come hai capito benissimo, quello è il primo controllo che si affronta.


      Chiedo scusa e riassumo con ordine, allora.


      L'aereo atterra, si esce dall'aereo CON IL SOLO BAGAGLIO A MANO, si tengono spenti i cellulari, si passa il controllo passaporti/immigrazione (senza bagaglio, perciò).
      Si risponde alle domande di rito (sono sempre molto cortesi e le domande sono sempre le stesse: "Motivi del viaggio?" "Turismo". Qualche volta viene chiesto che attività si svolge in Italia e si risponde con tranquillità... D'altronde eventuali controlli sul tuo conto sono già stati fatti in anticipo, da quando hai compilato l'Esta (tu o la tua agenzia di viaggio).
      A quel punto ti stampa il timbro sul passaporto, tu ringrazi, lui ti saluta e ti dà il Benvenuto negli Usa".

      Dopo averlo ringraziato si seguono le indicazioni "Baggage Claim", per andare a ritirare le valige.
      Che normalmente si trovano a girare già sul nastro.

      A quel punto si prende un carrello, si mettono le valige sopra, e ci si avvia al controllo "doganale".

      Qui si consegna l'unico modulo che ci è stato consegnato in aereo (il modulo bianco/azzurrino, quello doganale, quello dove ti viene chiesto se ti sei portato/a dietro carne, salami, colture cellulari e terra ecc).
      Evitiamo di portare cibo dall'Italia, per cortesia.
      Che bisogno c'è?
      Negli Usa - se si viene colti da una incontenibile astinenza - i supermercati sono pieni di prodotti italiani autentici.

      Come c'è scritto su questo modulo, se ne può compilare anche uno a gruppo familiare: dunque se ne compila uno solo a coppia, anche se non si è sposati, ovviamente.

      Dunque (con il carrello con le valige e il bagaglio a mano) ci si ferma davanti al doganiere che chiederà se si ha qualcosa da "dichiarare": gli si risponde di no, che si è lì solo per turismo, con lui che ringrazierà e saluterà.


      A quel punto si seguono le indicazioni per l'exit e si arriva alle porte al di là delle quali ci sono centinaia di persone che aspettano amici e parenti.

      E sei arrivata in America davvero, cara Giovanna!

      d.


      P.S.:(A proposito: oggi è il 24 giugno: buon onomastico!)


      Elimina
    2. Grazie per gli auguri!!!
      E grazie per la spiegazione molto elementare, mi serviva proprio così.
      Se hai qualche dritta da darmi su dove andare o non andare te ne sarei grata.
      Il passaporto va portato sempre con sè?
      Grazie per la tua disponibilità!
      Buona serata! Giovanna

      Elimina
    3. Cercami su Facebook (c'è il link alla fine delle avvertenze "Copyright", qui accanto, in basso a destra!).

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  12. sesei stato deportato dagli states, e non puoi entrarci pi x 10 anni, puoi fare solo uno scalo in aereo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro amico, con tutta onestà poni una questione troppo delicata.
      Ti consiglio di fare la cosa più semplice: telefonare al più vicino consolato americano e fare la domanda specifica.

      d.

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  13. Ciao devo andare a Austin Texas, è la prima volta, per visitare dei parenti, cosa devo dire in dogana e in immigrazione?
    Grazie molto bella la descrizione
    Fernando

    RispondiElimina
  14. Scusa dimenticavo non parlo inglese e sono molto preoccupato per questo. Il volo è per il 17/7/13 inoltre l'ESTA mi è stato compilato ma senza specificare l'indirizzo dove andrò ne il n° del volo poiché l'agenzia mi ha detto che è facoltativo e la ricevuta dell'ESTA non la chiedono nemmeno cosa devo fare?
    Grazie infinite Fernando

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cavoli, Fernando...
      Sono stato fuori per un po' di giorni, dunque non ho potuto risponderti in tempo.
      Mi spiace!
      Leggo che sei partito il 17 luglio, dunque ormai cinque giorni fa.
      Vedi che è andato tutto bene?
      Basta dire la verità! "Vengo negli Usa a trovare dei parenti".
      Per quanto riguarda la copia dell'Esta non è un problema: portarsi dietro la stampa della conferma è una pura formalità, perché tanto al controllo passaporti Usa risulta già tutto...
      Che sia "facoltativo" dichiarare il numero del volo e l'indirizzo della prima destinazione americana mi lascia perplesso.

      E' andato tutto bene, vero?
      :-)

      d.

      Elimina
  15. ciao partiro dimani per phoenix,portero' con me un formaggio a pasta dura sottovuoto da dare ai miei parenti,devo dichiararlo?
    grazie!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi risulta che il formaggio "a pasta dura" riesca a passare la dogana americana rispetto invece a quello "a pasta molle" che è vietatissimo, visto che potrebbe contenere "ospiti" più o meno visibili...

      Non ho mai portato alcun alimento negli Usa, io.
      Sai cosa ti consiglio? Di dire la verità.
      Dichiarare, appunto, che porti questo formaggio.
      E' peggio che te lo sequestrino dopo averlo dichiarato piuttosto che te lo requisiscano contestandoti poi anche il fatto di non averlo dichiarato.
      Una noia ben peggiore del sequestro, in fondo, no?

      Fammi sapere poi come è andata a finire, ok?
      Non dimenticarti.

      E buona America!


      d.

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  16. GRAZIE MILLE GENTILISSIMO!!TI FARO' SAPERE!!

    RispondiElimina
  17. ciao sono Enrico,

    Fra un paio di mesi farò un viaggio a Santo Domingo con scalo a Miami, quindi farò solo un passaggio tecnico negli states, zona transito dell'aereoporto per intenderci, le mie domande sono queste:

    Dovrò fare la trafila come tutti immigrazione e poi dogana?
    Dovrò ritirare i bagagli, anche se la compagnia aerea è la stessa per il volo successivo, e passare la dogana?
    Se si nel modulo della dogana alla domanda indirizzo americano lo devo lasciare in bianco? o per caso devo scrivere transito?

    grazie ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Enrico, grazie intanto per essere passato da qui!
      Non mi è mai capitato di "passare" dagli Usa diretto ad un'altra destinazione.
      Onestamente credo che tu debba chiedere informazioni alla tua compagnia aerea. Anche perché non so, per esempio, se dovrai ritirare il bagaglio per poi re-imbarcarlo, o se invece il bagaglio viaggerà da solo.
      "A naso" credo che tu - restando nell'area transiti dell'aeroporto di Miami ed essendo quella "terra di nessuno" - non dovrai fare alcun controllo passaporto negli Usa e dunque non dovrai compilare l'Esta prima di partire.
      Ma, ripeto, credo che la cosa migliore sia che tu telefoni alla compagnia aerea del tuo volo: loro sono in grado di darti una risposta certa.
      Scusami se non ti sono stato utile!

      Elimina
  18. Complimenti!!!
    Utile e divertente.
    Mi chiedevo: nel modulo della dogana devo dichiarare che in valigia ho una decina di barrette proteiche? O non è necessario?
    Grazie mille
    Marzia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nel modulo non credo (non mi pare sia prevista la voce specifica...).


      Grazie per essere passata da qui, marzia. E scusa per il ritardo nella risposta!


      d.

      Elimina
  19. Il resoconto più completo della rete!!!!

    RispondiElimina
  20. Complimenti davvero per il sito. Ho anch'io una domanda: vado in USA per circa due mesi e mezzo, da parenti. Lì vorrei frequentare un corso di Inglese. So che se il corso è di un numero di ore inferiore alle 16 settimanali si può fare anche con il visto ESTA. Ma cosa si risponde alla dogana al funzionario?Che vado per turismo e poi dico del corso o non si dice nulla?
    Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Turismo, turismo, turismo.
      Vado dai miei zii che non mi vedono da tanto e sto a casa loro.

      (Che io sappia, non si deve chiedere alcun visto da studente se il corso di lingue dura meno di tre mesi. Ma meglio non entrare nel ginepraio delle norme americane...).

      Grazie a te dei complimenti,nike!
      E perché, poi, quando torni (se torni...) non mi racconti le tue impressioni?

      Ciao!

      d.

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  21. Ciao Dario, ho conosciuto il tuo blog grazie all'intervento che hai compiuto oggi a radio Capital. Sono stato a NY nel 2005 e....quante cose sono cambiate! L'America ha lasciato un segno dentro di me e spero davvero di tornarci presto, non prima di aver letto tutti i tuoi post...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lascia il segno, eh?
      Già...

      Max, grazie per essere passato da qui!
      E scrivi tutti i commenti che vuoi, ovviamente...


      d.

      Elimina
  22. Ciao, innanzitutto ti ringrazio per il bellissimo articolo! Avrei un domanda da porti. Ho avuto l'approvazione Esta, ma mi è venuto un dubbio. Ho indicato l'indirizzo americano, mettendo il numero civico dopo il nome della via come facciamo in Italia. Mi creerà un problema visto che loro lo mettono prima? Mi consigli di metterlo correttamente sul modulo bianco che compilerò in aereo, ma che risulterà diverso da quanto indicato sull'Esta? Grazie in anticipo per la tua disponibilità! Flavio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Flavio, direi proprio che non dovresti preoccuparti!
      Anche gli americani fanno confusione con il fatto che noi scriviamo l'indirizzo in modo differente dal loro.
      Nel modulo bianco mettilo pure "all'americana", tanto il funzionario che ti ritira il modulo bianco E' DIVERSO da quello dell'immigrazione, che incontrerai PRIMA.
      Dunque stai tranquillo.
      Al massimo (al massimo proprio) spiegherai che è la stessa cosa. It's the same!

      d.

      Elimina
    2. E' bello sapere che, esistono persone gentili come te! Ti saluto New York! Grazie! Flavio.

      Elimina
    3. E poi scrivimi le tue impressioni! Cercami su Facebook!
      Grazie a te!


      dario

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  23. Ciao, ho letto la tua descrizione e un pò di commenti iniziali (troppi da leggere tutti).
    Volevo farti una domanda (capace che sicuramente ne sai più di me).

    La prima volta che sono andato negli states sono atterrato a Dallas ed è andato tutto liscissimo, dopo una fila di 40 minuti senza che si muovesse nessuno tutt'ad un tratto non si è capito più niente e hanno fatto passare tutti con controlli davvero spiccioli, sala vuota in 5 minuti. TUTTO OK.

    La seconda volta che sono andato (luglio ultimo scorso) sono atterrato a Chicago (coincidenza con Dallas) e come un idiota, non avendo letto la tua recensione, alla domanda "che lavoro fa" ho risposto "al momento nulla" e quando mi ha chiesto se avevo qualcuno qui ho risposto "si un amico" e dopo un paio di domande su cosa facesse il mio amico in america sono stato mandato in ufficio immigrazione dove personale della Chicago Police (che devo dire simpaticissimi da morire, sono uscito dall'ufficio che ridevamo tutti) mi ha riempito di domande, prima con tono dubbioso e poi dopo le prime 3 domande hanno iniziato a farsi un pò i fatti miei, ma cmq ripeto alla fine è stato divertente. Tornando a noi mi hanno riammesso negli stati uniti. "WELCOME BACK" (nemmeno in italia me lo dicono, che tristezza).
    Ora sono rientrato 5 giorni fa (e quindi sempre nei termini dell'esta). Mai un problema con gli stati uniti, mai un problema in italia, passaporto valido, esta ancora valido.

    La domanda è... se ritorno a Dicembre (quindi con pochi mesi di distanza dal mio ultimo viaggio di ritorno) e al controllo passaporti dico "TURISMO, TECNICO INFORMATICO" (con tono fiero e deciso) quante possibilità ci sono che sul suo computer esca "tipo sospetto già fermato per controlli lo scorso luglio e lasciato andare per clemenza dell'ufficiale di polizia" e che quindi mi rimandino in ufficio immigrazione domandandosi quanto possa fruttare il mio lavoro per viaggiare così tanto e lavorare così poco od addirittura vietandomi l'ingresso???

    Grazie
    Andrea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mah, Andrea, nessun problema, credo...
      Al massimo possono chiederti come mai ti rechi così tanto spesso negli Usa.
      Preparati una risposta che li tranquillizzi!

      Grazie a te per essere passato da qui!


      d.

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    2. Dici che avere moglie lì è sufficiente come scusa?

      Elimina
    3. Solo se e' vero!

      Ma li devi rassicurare del fatto che non intendi "aggirare" in quel modo le leggi sull'immigrazione.

      d.

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  24. Ciao, a breve devo andare a Chicago ed è la prima volta per me.
    Ho uno scalo di circa 2 ore a parigi nell'aereoporto CDG e leggendo il tuo blog dove consigli lo scalo minimo di 3 ore, sono "fritto" oppure adesso hanno migliorato i tempi per i controlli?
    inoltre per il viaggio negli USA AriFrance mi ha chiesto tutti i miei dati personali compreso il numero di passaporto, può essere per agevolare i controlli?
    Eventualmente se perdo l'aereo a causa dei tempi per i controlli durante lo scalo sarà la compagnia aerea a imbarcarbi in un'altro aereo?

    Grazie per la tua attenzione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mah, ormai le agenzie conoscono bene i tempi burocratici dei controlli documenti, dunque non dovrebbero essere così sprovvedute per consigliare viaggio con tempi di scalo "a rischio".
      Certo, il rischio dipende da vari fattori: ritardo alla partenza, per esempio; o traffico aereo pesante nell'aeroporto dove viene effettuato il controllo per "uscire" dall'Europa.
      Non siamo a luglio o agosto, dunque ritengo che ti possa stare tranquillo.
      Nella malauguratissima ipotesi (corna, bicorna...) di volo perso, è compito della compagnia aerea ritrovarti un altro volo, nel tuo caso per Chicago. O nelle ore successive con altre compagnie aeree, o con lo stesso tuo volo del giorno dopo. In questo caso, ovviamente, la spesa dell'albergo per la notte imprevista è a carico della compagnia aerea.
      Che talvolta ti invia, qualche mese dopo, anche un rimborso extra: ad una mia amica sono stati dati 650 dollari...

      Fammi sapere come è andata, ok?
      Non dimenticarlo!

      d.

      Elimina
    2. Ciao Dario,
      complimenti per il sito e per il fatto che rispondi il più possibile a tutti, è una gran cosa!
      Mi aggrego in parte alla domanda fata da Roby109. Io devo recarmi a Wilmington e faccio scalo prima a Bruxelles (poco più di 2 ore) e poi a Charlotte NC Douglas (un'ora). Ovviamente anche la mia preoccupazione va per i tempi dei controlli. Quello negli USA, a quanto ho capito potrebbe anche bastare, dato che controllano rapidamente il passaporto. Quello a Bruxelles in realtà è segnato come "Volo con scalo tecnico". In questo caso secondo te ci faranno comunque scendere dall'aereo per i controlli lunghi, o si farà finta di nulla? :-) E in caso non si facesse a Bruxelles il controllo lungo, vorrà dire che dovrò arrivare molto ore prima a Linate per affrontare tutti i controlli di rito?
      Oltre a tutto questo: ma fra un cambio di volo e l'altro, dovrò occuparmi io dei bagagli o io li imbarco al primo volo e me li ritrovo belli belli dopo l'ultimo atterraggio?
      Grazie assai!
      Mauro

      Elimina
    3. Caro Mauro,
      una risposta per volta. :-)

      Allora: per un volo intercontinentale (anche se con scalo...) viene generalmente consigliato di arrivare in aeroporto tre ore prima della partenza.

      Se quello di Bruxelles viene considerato uno scalo "tecnico" (per far salire passeggeri provenienti da altre destinazioni, per esempio) allora vuol dire che non dovresti scendere dall'aereo e non dovresti preoccuparti né dei bagagli (che viaggeranno da soli fino all'arrivo negli Usa) né del lungo controllo documenti, che a questo punto credo ti faranno alla partenza da Milano.
      Ma non credo che a Linate facciano questi controlli: forse alla Malpensa, ma a Linate non credo...

      Credo, onestamente, che ti convenga chiedere dettagli sui tempi non solo all'agenzia che eventualmente ti ha fatto il biglietto, ma soprattutto all'ufficio della compagnia aerea di Linate.

      Se dovessero farti i controlli in Belgio, "poco più di due ore" di sosta a Bruxelles ritengo che siano sufficienti.
      D'altronde, come ho detto, le agenzie di viaggio conoscono il problema dei tempi burocratici dei controlli, dunque ormai dovrebbero sapere quali voli offrire al cliente senza che questo rischi di perdere la coincidenza per gli Usa.

      Così per i bagagli.
      Secondo me li dovrai salutare a Milano per poi ritirarli a Charlotte e reimbarcarli da te per prendere il successivo volo per Wilmington (che è una cittadina molto carina...).
      Ma anche qui dipende: le cose variano da volo a volo.
      Lo saprai con certezza quando imbarcherai i bagagli in Italia, comunque...

      Grazie per essere passato da qui e buon viaggio!


      d.

      Elimina
  25. Grazie mille per la risposta. Ho visto che la compagnia aerea che userò (US Airways) ha un numero verde anche in Italiano, quindi proverò a contattare loro per avere maggiori dettagli.
    Ciao!

    Mauro

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  26. Ciao Dario,per prima cosa ti faccio i complimenti x il sito sei più esauriente tu che na chiamata al consolato americano quando rispondono..........cmq oggi ho avuto un bell regalo dalla mia ragazza un biglietto x gli USA partenza il 29/12/2013 fino al 11/01/2014 x Miami ovviamente contentissimo ma mi ha trovato spiazzato,anche perché girando su internet non sn riuscito a trovare una risposta concreta poi ecco qua il tuo sito e allora n'è approfitto x chiedere a te sperando che mi puoi essere di aiuto!!!!allora il mio dubbio e x quanto riguarda una domanda in particolare dell'esta........purtroppo 5-6 anni fa ho avuto un piccolo problema con la legge per detenzione ai fini di spaccio anche se quantità minima con processo x direttissima con pena sospesa ad 1 anno e 8 mesi!!!! Ora la cosa più grave, la mia ragazza tutto questo nn lo sa e nn vorrei che lo venisse a sapere e quindi ti chiedo se alla domanda rispondo in maniera negativa possono loro in qualche modo venirlo a sapere,considerando anche il fatto che parecchie volte sono stato fermato in Italia dalle forze dell ordine ma nessuno mi ha chiesto niente!?!?!?? Posso prendermi questo rischio???anche perché io venendolo a sapere con così poco preavviso non credo proprio di fare a tempo x richiedere un visto!!!!ti ringrazio in anticipo sperando in una bella notizia!!!!

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    1. Caro amico, intanto mi scuso del ritardo, ma ho cercato una persona che fosse in grado di dare una risposta assolutamente competente alle domande che mi hai posto. Domande molto delicate, che non potevano certo permettersi risposte o indicazioni superficiali.

      Come scrivo spesso in queste pagine, in generale - per il modo di pensare americano - negli Usa è quasi più grave il dire una bugia rispetto alla cosa (per quanto sia di poco conto) che si cerca di nascondere.

      Nel tuo caso particolare, per avere una risposta corretta, ritengo sia meglio che tu chieda consiglio ad un legale americano.

      Ho contattato personalmente una avvocato italiana che da tempo esercita a New York.
      Si chiama Germana Giordano.
      Mi ha detto che puoi tranquillamente telefonarle per esporle meglio il problema, cosicché tu possa avere da lei tutte le risposte (gratuite) che ti servono.

      L'avvocato Germana Giordano la puoi trovare - dopo le 15 ora italiana - al numero telefonico americano 001 212 9836 000.

      Grazie dei complimenti!

      d.

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    2. Ciao e grazie per le preziose informazioni, vorrei sapere se anche io posso telefonare all'avvocato per richiedere informazioni, perché anche io avrei lo stesso problema, solo che nel mio caso risale al 94, ed io cmq, mi sono recato negli stati uniti nel 97 e non ho avuto nessun problema, ma erano altri tempi....purtroppo però, nel 2010 ho subito un altra condanna, in quel caso non per stupefacenti, a 8 mesi con sospensione condizionale della pena, perciò mi trovo nella condizione di non saper bene che dichiarare nella richiesta perché in effetti la pena della prima volta (1anno e 6 mesi) + quella della seconda volta (8 mesi) non superano i 5 anni di condanna totale, ed in ogni caso, non mi va di raccontare bugie, se poi mi vorranno concedere l'esta e l'ingresso negli usa per turismo, benissimo, altrimenti pazienza (a malincuore...). Sai mica, e scusa se ti tedio, che tipo di dati vengono registrati sul chip del passaporto, che in ogni caso, dovrei rifare perché quello che ho è scaduto ?
      ciao ciao e grazie 1000, se potrò tornare negli usa ti verrò di sicuro a raccontare la mia esperienza!!!

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  27. Salve, complimenti per il blog, veramente utile!
    Andrò negli Stati Uniti i primi di Gennaio, lo scopo del viaggio é Business, nel senso che vado in una azienda USA che mi spiegherà come funziona il loro prodotto per poi, una volta tornato in Italia lavorarci, resto poco meno di 50gg, alloggio offerto dall'azienda ospitante.

    Ora, dici che mi convenga comunque dire che vado li per turismo?
    Grazie

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    1. Beh, certo. Mica ti rechi negli Usa per lavorare, no?
      Mica ti metteranno a lavorare e ti pagheranno?
      Tu, in Italia, un lavoro ce l'hai e se nel tuo viaggio americano hai voglia di incontrare dei tuoi colleghi non c'è niente di proibito!
      Certamente alla frontiera non ti chiederanno come pensi di pagare le tue notti in albergo...
      Non esageriamo!

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  28. Ciao io l'8 di gennaio parto per gli stati uniti per trovare una mia amica e starò li 12 giorni.
    Però di inglese non so molto o quasi niente, ti faranno parlare tanto? le domande sono facili?
    poi un altra cosa dopo aver ritirato i bagagli e essere andato alla dogana e al controllo passaporti io visto che devono andare a prendere un altro volo per denver devo andare al mio gate giusto?

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    1. Caro Mattia, intanto scusa per il ritardo nella risposta...
      Ti tranquillizzo subito: entrando negli Usa non devi fare alcun esame di inglese. Dunque, relax!
      La prima cosa che normalmente chiedono (anche se non si capisce niente!) è il motivo del viaggio. E tu basta che dici la verità, e cioè: "Turist!". Al massimo ti chiedono che fai in Italia e basta. Tu al limite puoi imparare a memoria la frase "Sorry, ai dont spik inglish!". E vedrai che magari quello ti parla o spagnolo o addirittura italiano!
      Insomma, non mi preoccuperei molto.
      Per il resto, sì: sarai tu che dovrai andare al tuo gate per Denver (aspettati un paesaggio meraviglioso e neve colossale!): appena finiti i controlli ci sono i tabelloni elettronici con tutti i voli successivi. Cerca "Denver" (controlla solo che sia il tuo volo esatto) e poi di fianco vedrai scritto il Gate dal quale l'aereo parte.
      Munisciti di pazienza e aspettati una bella scarpinata per arrivarci: gli aeroporti americani sono enormi!
      Ma basta seguire le indicazioni per il Gate assegnato e non ti perderai di certo!

      Buon divertimento!

      d.

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    2. Avrei da farti un altra domanda.. io faccio malpensa-new york poi new york-salt lake city e a new york ho 2 ore e mezza per i controlli sono poche? e poi vedendo la situazione meteorologica della costa est cosa potrebbe succedere? io parto mercoledi

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    3. Per quanto riguarda la questione meteo direi che potresti stare tranquillo: se non sbaglio già ora è tutto a posto a New York...
      La compagnia aerea del tuo volo potrà darti informazioni più precise e aggiornate all'ultima ora...
      Normalmente, chi fa scalo per essere diretto in altra località, ha ad attenderli fuori dall'aereo una persona che accompagna i passeggeri verso il nuovo volo...
      Direi che due ore e mezza sono più che sufficienti, negli Usa, per prendere il volo interno successivo.

      (Quanta neve ti aspetterà nello Utah?) :-)

      Buon viaggio!

      d.

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  29. ciao dario, anzitutto grazie per le preziose informazioni che metti a nostra disposizione.
    anch'io avrei qualche dubbio da dipanare prima della partenza.
    tanto per cominciare, partirò venerdì con un volo roma-washington (united airlines) con immediata ripartenza per città del messico (lo scalo è di appena un'ora e cinquantatrè minuti). a questo proposito, le domande sono due:
    1) ritieni che il tempo a mia disposizione sia sufficiente per superare indenne i controlli e reimbarcarmi?
    2) porterò con me un delizioso panettone italiano il cui acquisto mi è stato "commissionato" dalla mamma dell'amico che mi ospiterà in messico (cittadina messicana, come del resto il mio amico). è necessario farne menzione, secondo te, nel modulo bianco che compilerò a bordo dell'aereo?
    dopo una ventina di giorni in messico, poi, volerò alla volta di s. francisco, dove avrò ospitalità da un altro amico. a questo proposito, nel modulo esta ho precisato, nel campo "indirizzo", che sarò in transito negli USA (a washington). per la precisione ho scritto "IN TRANSIT MEXICO CITY", salvo poi aggiornare la mia esta prima di ripartire dal messico alla volta di s.francisco. a me è sembrata la soluzione più appropriata, vista la peculiarità della mia situazione.
    in conclusione, ciò che più mi perplime è la brevità del mio "connection time" a washington che, ribadisco, sarà di poco meno di due ore (per questo, sono estremamente in collera con l'agenzia che mi ha venduto i biglietti!). per fortuna, tutti i miei voli saranno a bordo della medesima compagnia (riassumendo: roma-washington; washington-città del messico; città del messico s.francisco; s.francisco-washington; washington-roma).
    spero vivamente tu possa rassicurarmi, dal momento che la mia partenza è fissata per venerdì!
    p.s. nella malaugurata ipotesi in cui perdessi il mio volo per città del messico, provvederebbe in tutti i casi la united a collocarmi sul volo successivo?

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    1. Non perderai nessun volo, perché negli Usa i voli della stessa compagnia sono nella stessa zona dell'aeroporto.
      Anzi, ti dirò: mi sbaglierò, ma visto che sei solo "in transito", non credo che farai alcun controllo negli Stati Uniti, visto che nell'area transiti si è in "terra di nessuno".
      Dunque impiegherai pochi minuti fra l'uscire dall'aereo e il rientrare in quello diretto a Città del Messico.
      Non sono certo che fosse necessario compilare l'Esta per il volo di andata, quello con il solo scalo.

      Ripeto, non perderai alcun volo: ma quando si perdono i voli per ritardi o cose simili, sono le stesse compagnie aeree che si incaricano di re-imbarcarti ("riproteggerti" si dice in linguaggio tecnico) su un volo diretto alla tua destinazione anche di altre compagnie prima possibile.
      A loro spese, ovvio.
      Così come è a spese della compagnia aerea l'eventuale pernottamento in albergo nel caso in cui ti facciano partire l'indomani.
      In questo caso le compagnie aeree sono tenute anche a dare un risarcimento in denaro (che si riceve dopo qualche mese): 600 dollari, mi pare.
      Ma facciamo comunque le corna, và!
      :-)

      d.

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    2. P.S.: Ah, giuseppe, dimenticavo il panetun! Visto che negli Usa secondo me non farai controlli, ritengo che arriverà sano e salvo in Messico.
      A patto che non cederai tu alla golosità, ovvio...
      :-)

      Per quanto riguarda l'Esta, ti servirà solo per il successivo ingresso a San Francisco.
      Nel caso in cui non risulti corretto, non ti preoccupare: lo potrai ricompilare al posto di controllo dell'immigrazione, una volta atterrato a San Francisco.

      d.

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  30. Caro Dario, ti seguo da molto ma questa è la prima volta che scrivo.
    Innanzitutto, i miei complimenti per tutto ciò che scrivi lo trovo comprensivo facile, veloce conciso(e te lo dice il figlio di un ex giornalista :) ). A marzo partirò per gli States per 20 giorni. È il mio primo viaggio negli States ed ho mille emozioni, pensieri cose da fare da vedere...non è il primo viaggio all'estero, per lavoro sono stato un po' in tutto il mondo(attualmente ti scrivo dall'estero :) )tranne che ,appunto, negli USA.
    Sicuramente ti scriverò al mio rientro per raccontarti la mia esperienza.
    Un caro saluto :)

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    1. Caro amico,
      non c'è miglior critico di un figlio di un giornalista, di un collega. Immagino che "capa tanta" ti avrà fatto tuo padre sullo scrivere...
      Ti ringrazio davvero per i complimenti.
      A marzo prima volta negli Usa? Immagino l'emozione!!
      Non ci hai scritto dove andrai e cosa hai in programma di vedere, però!
      Poi aspettiamo il tuo racconto, che puoi mandarmi su Fb!
      Insomma, dove andrai, fra un mese?

      d.

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    2. Caro Dario,
      si è vero, mio padre mi ha fatto una "capa tanta" non solo sullo scrivere ma anche, e soprattutto, nel leggere,assimilare,apprendere :)
      Il mio viaggio sarà presso lo stato della California. Purtroppo attualmente non ho un account FB ma posso sempre inviarti una mail :).
      Devo essere sincero sono emozionatissimo, il che è strano...non è la prima volta che prendo un aereo e non è la prima volta che viaggio.Devo confessarti che sono 2 anni che mi frulla una strana ed euforica idea per la testa...ma di questo avrò modo di raccontarti in seguito.

      Un caro saluto.

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    3. Raccontami pure tutto quello che vuoi!!
      Se non hai fb la vedo complicata. Mettimi la tua mail!

      d.

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  31. ciao Dario....sono Samantha...penso di partire il 16 febbraio x new york e poi miami....se prenoto oggi con poco più di 2 settimane di anticipo riesco ad avere l'esta vero? inoltre nella compilazione dell'Esta devo mettere il primo indirizzo USA cioè quello di new york giusto? non me lo richiederanno quando poi andrò a miami l'Esta? grazie mille cmq tutto ciò che hai scritto è stato molto utile nonostante ci sia già andata 3 volte a new york....utile e anche emozionante...GRAZIEEEE

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    1. Cara Samantha, non devi preoccuparti!
      L'Esta lo puoi compilare anche il giorno prima, o addirittura qualche ora prima della partenza (come è successo a mie compagne di viaggio un paio di anni fa).

      E sì, sul modulo on line sei tenuta a mettere soltanto l'indirizzo della tua prima notte negli Usa: nel tuo caso quello dell'albergo (se è un hotel) di New York.

      E no, una volta che sei negli Usa, l'autorizzazione Esta non ti verrà più "chiesta", in quanto non ci sono controlli doganali per i viaggi all'interno degli Stati Uniti.

      Se proprio vuoi e se vuoi stare più tranquilla (ma NON E' obbligatorio), una volta compilata l'Esta, prima di chiudere il computer, puoi memorizzare nel pc e stampare la pagina con la conferma che riceverai un paio di secondi dopo aver dato l'invio del questionario compilato.
      Lo stampi e lo tieni dentro al passaporto.
      Ma è una cosa sostanzialmente inutile, perché quando atterrerai a New York, una volta che l'agente dell'immigrazione avrà passato il tuo passaporto allo scanner, a lui risulterà in automatico la risposta "positiva".

      Già, è sempre un'emozione.
      Che non passa mai...

      Buon viaggio!

      d.

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  32. Salve...sono partito in america il 28 gennaio con volo d ritorno per il 15 aprile.... al mio arrivo a philadelphia ho subito i controlli in dogama e sn stato poi spedito al secondo controllo poike nn potevo fare a meno d dichiarare che ho avuto contatti con bestiame al d fuori etc xkè il mio lavoro è allenare cavalli da corsa e cmq dopo varie domande e chiamate verso la mia amica/collega negli states nonostante il sospetto ke stessi andand li x lavoro è andato tutto liscio...ora pero h avuto un problema e sn dovuto rientrare in italia 4 giorni fa ma ho fatto un roundtrip e torno li il 6 marzo per poi utilizzare il biglietto gia in mio possesso per il rientro ad aprile...come m devo comportare.? Potrei destare ancora molto sospetto e nn convincere del tutto anke xke vado a vivere in un ranch...

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  33. E se per solo turismo perke sn tornato in italia e poi tornato li.? (Io sto tornando perke sto facend una sorta d stage vojo vedere le tecniche d allenamento utilizzate e conoscere il mondo delle corse li) ma h paura che a distanza d 10 giorni sto rientrando e ripartendo nn sia credibile abbastanza...anke xk l.ultima vilta continuava a dirmi tu sei in un ranch e stai li x lavorare e io giustamentw h negato...ora c sarebbe l.aggravante k st riwntrando li

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    Risposte
    1. Dire sempre, semplicemente, la verità: "Sono dovuto rientrare in anticipo in Italia per un grave problema che poi, per fortuna, si è risolto. Ora sono qui per riprendere la mia vacanza e tornerò regolarmente, come previsto in origine, ad aprile".
      (Ma perché scrivi così, amico? Trovo che il tuo modo di scrivere sia molto, ma molto più complicato!).

      d.

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    2. ahahaha grazie..scrivevo dal cell...

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  34. Ciao!
    Andrò in America ad agosto, facendo scalo a Düsseldorf.
    Ho un po' di domande..
    1) Quando parto da Roma, devo andare nei controlli "specifici" per USA?
    2) 3 ore e 30 bastano di scalo a dusseldorf?
    3) L'ETSA lo posso fare in qualsiasi momento prima della partenza?
    4) Se sono stato recentemente (L'anno scorso) in Israele non ci sono problemi vero?
    5) il telefono va mantenuto spento all'arrivo, fino all'esterno dell'aeroporto?

    Grazie mille! Sito utilissimo :)

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  35. Caro American (ci conosciamo?),
    ecco le risposte.

    1) Quando parti da Roma devi andare al Gate del tuo volo per Dusseldorf.
    Visto che fai scalo in un altro Paese europeo, i controlli "specifici" per gli Usa si fanno nel Paese dove si decolla per gli Usa.
    Dunque li farai in Germania.
    Meglio comunque arrivare a Fiumicino almeno due ore prima.
    2) Lo scalo di 3 ore e mezza a Dusseldorf sono sufficienti, sì.
    3) L'Esta lo puoi compilare/spedire in qualsiasi momento prima della partenza.
    Prima di compilarlo devi sapere il numero del tuo volo e soprattutto l'indirizzo di dove sarai LA PRIMA notte americana (albergo o appartamento, affittato, o ospite di amici/parenti).
    4) Nessun problema, ovviamente, se sei stato precedentemente in Israele: gli Usa e Israele sono strettissimi alleati da quando Israele esiste.
    I problemi, in questo senso, potrebbero averli le persone che - dopo essere state in Israele - si recano in qualche Paese arabo.
    Ma non è il tuo caso.
    5) Le norme Usa (vedrai i cartelli) dicono che dopo essere atterrati, il telefonino si può accendere solo dopo il controllo passaporti. Io, se fossi in te, osserverei questa norma elementare.
    Dunque avvisa i tuoi che a volte ci vogliono anche 40-50 minuti dopo l'orario previsto dell'atterraggio, per superare il controllo passaporti.
    Prima, cioè, di poter accendere il cellulare...

    Grazie per i complimenti!
    E torna fra queste pagine!


    d.

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  36. Ciao Dario!
    Mi sono letta tutto di un fiato il tuo post ed il botta e risposta con i miei colleghi neofiti...
    Tanto per iniziare davvero complimenti, hai sempre una risposta gradevole ed esaustiva ad ogni domanda che ti viene fatta, ed anche se molte richieste non mi riguardano da vicino è ugualmente piacevole leggere le risposte che dai :)

    Veniamo alla mia...Il 7 aprile parto per Orlando, per una conferenza alla quale unisco qualche giorno di vacanza.
    Sto guardando i vari voli, che prima di prenotare voglio che siano funzionali ai controlli per l'espatrio... Se dovessi partire da Bologna, fare scalo di 1 ora e mezza a Roma e poi andare a Miami...in quale aeroporto mi verranno fatti i controlli più lunghi? A Miami o a Roma?

    Grazie in anticipo per le tue dritte!
    Ilaria

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    1. Cara Ilaria, niente da fare.
      Un'ora e mezza a Roma per fare tutti i controlli previsti per i voli diretti negli Usa sono troppo pochi.
      Il controllo più lungo e dettagliato (sovente anche con l'apertura del bagaglio) viene fatto a Roma, prima della partenza per gli Stati Uniti.
      Arrivati a New York i controlli sono veloci, gli sportelli sono tanti, ma sono anche tanti i voli che arrivano negli Usa da mezzo mondo.
      Normalmente dopo una mezzoretta, quaranta minuti di coda, sarai in grado di prendere il volo per Miami.

      Dunque ti consiglio di spendere un po' di soldi in più per dormire tranquilla nel comodo albergo che c'è a Fiumicino.
      E arrivare tre ore prima dell'imbarco, come viene consigliato.

      Grazie per essere passata da qui!

      d.

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    2. P.S.: Specifico: Albergo ALL'AEROPORTO di Fiumicino!

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  37. Ciaooo hai un bellissimo blog complimenti comunque volevo chiederti io sono stato 6 mesi a ny posso ritornare dp un mese di nuovo a ny x altri 6 mesi?

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    1. Sei mesi? Scusa la domanda: ma come hai fatto a stare sei mesi?
      Avevi un visto?

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    2. Sii ho un visto turistico che ha durata di 10 anni e multiplo allora potrei andarci dopo un mese senza problemi?

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    3. Allora si tratta di un visto di tipo "B2".
      Permette, in effetti, di restare negli Usa per un periodo non superiore a sei mesi e ha una durata di dieci anni dal momento del rilascio.
      Permette a chi lo possiede di entrare e uscire dagli Usa tutte le volte che vuole.
      Dunque, teoricamente, anche dopo una pausa di un mese.

      Il funzionario dell'Immigrazione ha però facoltà di rifiutare l'ingresso in base al numero degli accessi già effettuati, alla scadenza del documento (del passaporto) e dai precedenti viaggi negli Usa.

      Il funzionario del servizio Immigrazione - sulla base delle domande che potrebbe farti e delle risposte che darai - ha infatti la facoltà di ridurre il permesso di permanenza negli Usa anche al di sotto dei sei mesi previsti.

      Insomma: se uno ha un visto per turismo, sta sei mesi negli Usa, torna in Italia e poi riparte per gli Stati Uniti dopo un mese, magari con l'intenzione di restare negli Usa altri sei mesi, quell'andare e tornare, quell'"andirivieni", potrebbe essere ritenuto un tentativo di "aggirare" le norme sull'immigrazione.

      Attenzione, dunque...



      d.

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  38. Ho la fidanzata la e ho anche i parenti vado da loro e posso dire che sto la meno di 6 mesi perche' voglio stare con la mia fidanzata e ho parenti che pagano tutto pre me

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  39. Ciao Dario,
    complimenti per le accuratissime informazioni.
    Sono Angela e partirò a fine maggio per New York. Utilizzando il sito lastminute ho acquistato un biglietto unico Brindisi-New york che prevede scalo a Roma di solo 1h e 40. parlando con il servizio clienti Alitalia (entrambi i voli sono alitalia) mi hanno detto che non ci sono problemi con i tempi perchè le valigie le imbarcherò a Brindisi, ma leggendo ciò che hai scritto mi stanno venendo dei seri dubbi. Aspetto un tuo sincero consiglio

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    1. Cara Angela, mi chiedi un sincero consiglio...
      Un'ora e 40...

      Se all'Alitalia ti hanno detto che non ci saranno problemi, vuol dire che non ci saranno problemi!
      Dovrebbero bastare, in effetti. Certo, però, se tu avessi 30 minuti di più...
      :-)


      d.

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  40. Ciao Dario , ad agosto andro' a new york, siccome ho molta ansia quando prendo l'aereo sono solita viaggiare con xanax gocce mi chiedevo se potrei avere problemi, se dovrei dichiararlo e se eventualmente dovrei portare la ricetta del medico necessariamente tradotta in inglese. Fammi sapere. Grazie

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    1. Cara amica,
      un mio amico un po' ansioso come te (che lavorava a New York ma si trovava a venire in Italia almeno 2-3 volte al giorno) adottava questo metodo, quando ancora non c'era il trenino che portava a Fiumicino ma solo il pulman da Termini.
      Nei pressi della stazione Termini si rifugiava in qualche orrida trattoria dove mangiava pajata, primo, secondo, contorno, un quarto di vino e dolce.
      Poi, arrivato a Fiumicino si scolava un super alcolico al bar, e prima di crollare dal sonno faceva giusto in tempo ad arrivare al suo posto in aereo.
      Più di una volta lo hanno svegliato al Jfk, con il resto dell'aereo vuoto!

      Amico mio a parte, qualunque medicina ad uso personale può essere portata con sé. Per quelle "particolari" è meglio, in effetti, che vi sia anche la prescrizione medica.
      Se vuoi essere super tranquilla, in inglese.

      Per il "Xanas", nello specifico, non ti so dire.
      Anche perché io, normalmente, mi addormento ancor prima del decollo.
      Soprattutto quando sono sopraffatto dalla tristezza, al ritorno in Italia...

      d.

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    2. Grazie di avermi risposto! Beato tu che ti addormenti....il tuo amico e' eccezionale ma non credo che potrei farcela ahahahah, cmq vedro' di farmi prescrivere la ricetta . A presto

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  41. ciao Dario, puoi darmi un tuo parere? un turista che si reca negli USA per i 3 mesi consentiti dall'ESTA, deve dimostrare una specifica somma di denaro a sostegno della sua permanenza nel paese (magari chiesto alla dogana dai commissari) o comunque va incontro a qualche domanda (sempre alla dogana) del tipo "prove di un lavoro in italia" o simile? Non basta i volo di rientro in Italia come sicurezza? Grazie mille.

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    1. Beh, anche se hai l'Esta (autorizzazione che viene rilasciata in automatico) come hai visto o vedrai scritto nel modulo che si compila on line, il personale dell'Immigrazione americana può farti qualunque domanda.
      E il fatto che l'Esta ti venga rilasciata, non significa necessariamente che quella sia una autorizzazione definitiva per il tuo ingresso.
      L'ultima parola - lo leggerai compilando il modulo on line - ce l'ha sempre l'agente dell'Immigrazione che ti controlla il passaporto e l'Esta una volta che sei sceso dall'aereo, prima del ritiro bagaglio.

      A me non è mai capitato che mi aprissero il portafoglio per vedere, per esempio (come dice qualcuno), se avessi con me una o più carte di credito.
      E non mi è MAI stata fatta alcuna domanda su quanti soldi avessi: o con me o tantomeno nel mio conto italiano.

      Può essere, però, che vedendo un biglietto di ritorno fissato a 90 giorni dopo (E NON TRE MESI!!! MA 90 GIORNI!), venga chiesto se si raggiungono parenti, e cosa si pensa di fare negli Usa in quei 90 giorni. E come si pensa di mantenersi...

      Ma "prove" su che tipo di lavoro facessi in Italia non mi sono mai state chieste. Né a me, né ad altri conoscenti.
      Quando avevo l'Esta mi è stato chiesto spesso, certo, che lavoro facessi in Italia. Ma non mi è stato chiesto di "dimostrarlo".

      Ovvio che se il turista italiano che ha il volo di ritorno 90 GIORNI DOPO ha dichiarato di non avere, in Italia, un lavoro fisso o ha detto di essere disoccupato, a questo possono essere poste domande più approfondite.
      E se questi non ha con sé nemmeno un bancomat o una carta di credito, è naturale che al personale dell'Immigrazione americana possano venire dei dubbi.
      Diverso è, evidentemente, se uno raggiunge parenti...
      Ma, ripeto, normalmente viene eventualmente chiesto soltanto che attività si svolge in Italia.

      Insisto: l'Esta non vale tre mesi ma 90 giorni!
      Attento/a perché conosco persone che - una volta tornate negli Usa - si sono messe nei pasticci per essere uscite la volta precedente con qualche giorno di ritardo, magari perché hanno sbagliato il conto...

      Risposta soddisfacente?

      Grazie a te per essere passato/a da qui!


      d.

      Elimina
  42. Ciao,
    io lavoro nel settore enogastronomico e turismo e da alcuni mesi mi occupo di consulenza per una piccola catena di gastronomie di new york per la selezione di prodotti italiani ed europei e per i rapporti con i loro fornitori oltreoceano.
    Da Aprile ad oggi sono stato gia' 2 volte in Italia e la mia sensazione e' che finiro' col fare ca 4 viaggi all'anno di ca 10 ognuno a distanza di ca 3 mesi. Come spieghero' nel tempo questa mia improvvisa frequentazione newyorkese quando in vita mia non ero mai stato prima di Aprile 2014 negli US? Non sarebbe meglio dire che sono in viaggio per business (non per lavoro). Credo che ci siano migliaia di viaggi per business in US ma non capisco perche' tu non li contempli mai nei tuoi suggerimenti. Grazie

    RispondiElimina
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    1. Effettivamente il tuo "avanti e indietro" non tarderebbe a dare nell'occhio.
      Mi sfugge una cosa: ma dove abiti? Negli Usa o in Italia?
      Immagino in Italia...
      Dunque la cosa migliore è che tu, in Italia, chieda un visto apposito, magari semplicemente da una delle società italiane per le quali lavori.
      Oppure metti tu su una (piccola) società e richiedi un vero e proprio visto.

      E' che la parte "businness" dell'Esta viene concepita come breve periodo per contatti (di lavoro). Ma se uno va "avanti e indietro" la cosa cambia.

      Credo che la cosa migliore - per evitare eventuali seccanti problemi - sia che tu telefoni al più vicino consolato americano e chiedi informazioni.
      Perché un visto - una volta richiesto da una azienda o da una società italiana - viene rilasciato dal consolato americano senza grandi problemi.
      Basta dimostrare che i tuoi legami (economici, familiari magari immobiliari, se sei proprietario di un appartamento in Italia) siano, appunto, in Italia.
      A quel punto, con un visto, puoi andare avanti e indietro quante volte vuoi. Per cinque anni. Fino alla richiesta del visto successivo.

      Grazie a te per essere passato da qui!


      d.

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  43. Scusa intendevo "da Aprile ad oggi sono stato gia' 2 volte a New York e la mia sensazione e' che finiro' col fare ca 4 viaggi all'anno di ca 10 giorni ognuno a distanza di ca 3 mesi"

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  44. Ciao,
    tra qualche giorno torno in colombia, dove risiedo, per un periodo di tre mesi. porto con me una quantità di integratori alimentari che consumo giornalmente in quantità industriali e ne traggo appunto la quantità che mi serve per tre mesi poichè in colombia quelli che uso io non ci sono. faccio transito a new york e miami dove mi fermo due giorni da un amico. rischio che me li sequestrino?.. valgono diverse centinaia di euro. come fare per non avere problemi?... grazie anticipate a chi mi aiuta a capire cosa fare. Sergio

    RispondiElimina
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    1. Non sono in grado di darti la risposta giusta, dato l'argomento delicato.
      La prima cosa che mi viene in mente è che - FORSE - una prescrizione medica POTREBBE risolvere il problema.
      Oppure potresti spedirteli direttamente dove risiedi, separandoli dal bagaglio, no?
      Non ho minimamente idea di quale sia la normativa americana sugli integratori alimentari, mi spiace...

      Grazie per essere passato da qui!

      d.

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  45. Ciao Dario,
    io mi recherò a New York l'11 luglio fino al 29 Settembre in viaggio post-laurea. Ho un po' di angoscia legata alla dogana per la lunghezza del soggiorno. Potrebbero farmi questioni, dato che non ho ancora un lavoro in Italia? Se sì, cosa mi consiglieresti di dire?
    Ho inoltre un altro dubbio. Ho trovato un alloggio su easyroommate, solo che non ho ancora un contratto (e non so se l'avrò) con la padrona di casa. Se dichiaro di soggiornare in quella casa alla dogana, mi chiedono un contratto o una prova?
    Grazie mille in anticipo,
    Ale

    RispondiElimina
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    1. Caro/a Ale,
      intanto scusa del ritardo nella risposta, ma ho preso qualche giorno di riposo dove non c'era (incredibile?) alcuna connessione Wi-Fi.
      Mancano 4 giorni, e immagino la tua adrenalina.
      E' tutto abbastanza semplice: non sarai certo il/la primo/a studente a fare un viaggio post laurea negli Usa.
      Dunque, semplicemente, devi dire la verità.
      Scopo del viaggio: vacanza.
      E' venuto/a per cercare lavoro? Ma si figuri, io abito e ho casa in Italia, e devo tornare a casa il 29 settembre.
      (Sono 63 giorni, se non ho contato male. Dunque tutto ok!)
      Immagino che sarai munita di una carta di credito e di bancomat (e magari anche di una prepagata, ché può sempre servire...): dunque non avrai nessun problema con l'immigrazione.

      Per quanto riguarda l'appartamento, io quando ho preso alloggio in affitto negli Usa e a NY non avevo fatto alcun contratto (nel senso "italiano" del termine).
      Dunque, rilassati!
      Alla dogana, l'agente dell'immigrazione (insomma, quello che incontrerai prima di ritirare i bagagli, subito dopo essere sbarcato/a) generalmente al massimo ti chiederà solo dove alloggerai, ma nulla di più.
      E comunque per loro vale l'indirizzo che hai messo nel modulo Esta che hai compilato. (Immagino che tu l'abbia già messo lì, l'indirizzo, vero?)
      Nessuna "prova", insomma.
      D'altronde, chi avrai davanti, non è un agente delle tasse, ma dell'immigrazione...

      Guarda: non conosco Paese più libero degli Stati Uniti d'America, da questo punto di vista.

      Quanto mi piacerebbe raccogliere e poi raccontare le tue impressioni!
      Cercami su Fb!
      E buon viaggio!
      (E complimenti per la laurea...).

      d.

      P.S.: A proposito, conosco una persona che ha fatto un viaggio post laurea che alla terza tappa ha toccato gli Usa, e che dopo aver messo piede a Ny non se n'è più andata...
      :-)

      Elimina
  46. Ciao Dario
    Sono ancora Ale. Grazie per i tuoi consigli preziosi. Scusa se ti disturbo ancora. Se parto solo con carte preapagate, alla dogana, possono bloccarmi? Ho chiesto la carta di credito, che è stata emessa, ma la mia banca, per disguidi postali non riesce a farmela avere a casa in tempo per la partenza!. Sicuramente me la farò iviare a NY una volta arrivata. Potrei portare con me il contratto della mia banca di apertura conto. Cosa ne dici? L'alternativa è non partire .............
    Grazie ancora
    Ale

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    1. Stai tranquilla!!
      A me non è mai capitato, una volta atterrato, che mi controllassero se avessi con me o no carte di credito.
      Piuttosto informati se la tua banca ha una sede anche a New York, perché così potresti ritirarla lì, e magari arriva più in fretta.
      Dovresti chiedere del direttore della tua sede e incazzarti un po' per il disguido. Che è davvero una cosa grave per una banca.
      Fagliela fare un po' sotto.
      Le banche, se vogliono, te la fanno arrivare in un paio di giorni la carta di credito.

      L'alternativa è che ti calmi e parti.
      E vedi di non spendere troppo, perché gli Usa spingono un po' all'acquisto compulsivo!
      ;-)

      d.

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  47. Ciao mi chiamo Anna ed è la prima volta che andrò in usa il 20 agosto..faccio bari-roma-miami.
    A roma ho 1 h e mezza tra l'arrivo e la partenza per gli usa..ora leggendo i commenti mi sto preoccupando di non riuscire assolutamente a prendere il volo per miami in quanto essendo agosto ho solo 1h e mezza di tempo per passare i controlli..che puoi dirmi? grazie ;)

    RispondiElimina
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    1. Che dovresti chiedere alla tua agenzia (se hai preso il biglietto tramite una agenzia) come diavolo le è venuto in mente di lasciarti solo quello spazio di tempo fra un volo nazionale e un volo negli Usa;
      che è meglio che chiedi all'hostess di farti scendere per prima a Roma, così guadagni qualche minuto;
      e che devi essere ottimista. :-)
      Dai, Anna, che ce la farai!
      Poi raccontami come è andata!


      d.

      Elimina
    2. No il biglietto è stato fatto sul sito alitalia e usciva automaticamente quella opzione a quanto pare.. maaaa...se dovesse accadere che perdessi il volo...che succederebbe poi? la colpa è la loro , giusto?
      comunque una volta scesa a roma che dovrei fare esattamente per guadagnare tempo?
      ah un'altra domanda..se riesco a prendere il volo e arrivare negli usa..se mi chiedono del lavoro che devo rispondere? non lavoro io..vado all'università e basta..
      grazie.
      Anna

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    3. Il fatto che il biglietto lo hai preso dal sito dell'Alitalia mi tranquillizza: tu dì solo all'hostess che devi prendere la coincidenza per gli Usa e devi fare i controlli e lei ti farà uscire prima.
      A volte ci sono hostess che accompagnano i passeggeri che devono prendere il volo Usa, per fare prima.
      Dunque stai tranquilla.
      Per il resto, cosa devi dire?
      La verità: e cioè che sei studentessa universitaria. Non sei certo la prima studentessa italiana che va negli Usa in vacanza, non credi?
      Se ti chiedono se per caso hai intenzione di lavorare tu rispondi solamente la verità: No! Sono qui in vacanza, per riposarmi!

      P.S.: Se per caso dovessi perdere il volo, sarà l'alitalia che ti "protegge", e cioè che si impegna a farti ripartire (a sue spese) su un altro aereo nello stesso giorno o dell'Alitalia o di un'altra compagnia aerea.
      A sue spese, ripeto.
      Ma bisogna essere ottimisti!!
      :-)
      Poi raccontami come è andata!

      d.

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  48. Ciao, avrei bisogno di un'informazione. Volo di ritorno da Miami a New York (DELTA) e poi New York-Malpensa (DELTA/ALITALIA). Come funziona con i bagagli? Che tu sappia li dovremo ritirare a New York e farli re-imbarcare per Malpensa? O li ritroveremo direttamente a Malpensa? Grazie! E.

    RispondiElimina
  49. Cara Elly, i bagagli li ritroverai direttamente alla destinazione finale, e cioè a Malpensa.
    Un pensiero in meno.


    d.

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    1. Grazie mille per la risposta! Seguo il tuo blog e dai sempre informazioni molto utili! E.

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  50. Ciao , prima di tutto grazie per aver messo a disposizione la tua esperienza, non solo il testo scritto ma anche le domande con relative risposte sono risultate molto utili. Ora però vorrei approfittare anch’io della tua conoscenza ponendoti alcuni quesiti personali.

    1) Leggendo sui vari siti guidi per la compilazione del modulo doganale , ho letto questa frase : “ Puoi infine importare, senza pagare la dogana, regali che non eccedano il valore di 100 dollari,” il valore è inteso come cumulativo o come singolo?

    2) Poiché sarò ospite di amici americani, avevo pensato di portargli alcuni regali , inclusi in quest’ultimi dei prodotti alimentari, mi puoi indicare quali fra questi (pasta, caffè e bruschette), posso portare senza problemi? Inoltre volevo portargli la macchinetta del caffè , è possibile?

    3) Naturalmente non mi farò scappare l’occasione di acquistare alcuni capi d’abbigliamento delle più famose marche americane ( ad esempio t-shirt, scarpe, felpe ecc.), alcuni di questi saranno anche regali. Volevo sapere se saranno soggette a tassazione, se si quanto è il valore di tale imposta? Nel caso la tua risposta sia positiva, per evitare le tasse posso levare l’etichetta del capo d’abbigliamento come molti consigliano?

    Grazie per la tua eventuale risposta, queste sono le uniche domande che mi vengono in mente, nel caso mi sorgano altre domande non esiterò a contattarti sperando sempre in una tua fiduciosa risposta, grazie ancora, Annachiara.

    RispondiElimina
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    1. Cara Annachiara, grazie intanto per essere passata da qui!

      Sui prodotti alimentari, come avrai letto (e come si vede anche in qualche trasmissione tv, anche se riguarda l'Australia...) le norme sono molto rigide.
      Se vuoi essere più certa puoi chiedere direttamente al tuo più vicino consolato Usa o all'ambasciata. Escludo, però, che si possano portare negli Usa prodotti "freschi".
      Per quanto riguarda il caffè o la pasta, però, dovresti sapere che negli Usa (e non sono in negozi particolari, ma anche nei normali supermercati) si può trovare tranquillamente il caffè Lavazza o il Vergnano, o la pasta Barilla, la Voiello, la Divella, l'Agnesi e la Garofalo, per fare solo alcuni esempi.
      Certo, lì costano di più...
      La macchinetta del caffè (la moka, credo che tu intenda...) si trova anche negli Usa, anche se la Bialetti, effettivamente, costa "come un colpo".
      Andando indietro troverai un divertente mio racconto su quando sono stato costretto a comprarne una (cinese!) a New York, l'anno in cui me l'ero dimenticata in Italia.
      Dunque puoi stare tranquilla: la moka italiana la puoi portare, e nella sua scatola (MA NEL BAGAGLIO CHE SPEDIRAI NELLA STIVA, NON IN QUELLO A MANO!).

      Sulle cose che comprerai negli Usa (vestiario ecc...) a meno che tu non ti porterai poi in Italia un Tir di roba (o - che so - due scatoloni) puoi stare tranquilla. Io consiglio di portarsi sempre uno o due borsoni di stoffa in più (di quelli che si piegano al fondo della valigia) da poter poi riempire di acquisti o regali.
      Quando arrivi al controllo doganale italiano puoi semplicemente dire la verità: se ti viene richiesto se hai "niente da dichiarare", tu puoi rispondere tranquillamente "no, ho solo souvenir e qualche regalo per me e per parenti".
      A meno che tu non abbia quattro valige con 25 paia di jeans, 20 felpe, 30 magliette, e 6 paia di scarpe, ovvio.
      Allora sì che sarebbero problemi...

      Chiedi pure altro, se hai bisogno di sciogliere dubbi!

      Ciao!

      d.

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  51. Ciao Dario,complimenti per il tuo sito e per i tuoi utilissimi consigli..che ho seguito alla lettera ma.. qualche cosa non sta funzionando!!
    ho compilato l'esta sul sito ,sapevo che il tutto è abbastanza immediato ma a me non è arrivata alcuna mail di conferma,ho controllato sul sito e mi da"Autorizzazione in corso di concessione",e quando vado a pagare mi da errore...puo' essere che finchè non ti accettano la domanda anche il pagamento è bloccato?

    ciao ciao
    valentina

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    1. Cara Valentina, è praticamente impossibile che non ti passi la domanda dell'Esta, a meno che tu (o una persona con il nome come il tuo) non sia inserita nella lista internazionale dei terroristi.

      "A naso" ritengo che sia un problema di connessione.
      Comunque non mi sono spiegato: non si riceva alcuna mail di conferma! Dopo aver dato l'invio, praticamente istantaneamente compare una pagina con un "codice di conferma".
      Che, ai più ansiosi, consiglio di memorizzare nel pc e stampare.

      Per quanto riguarda il pagamento io ho pagato sia con la Carta di Credito Visa che con l'American Express.
      E' chiaro che se il pagamento non è andato a buon fine (magari per una connessione "zoppicante"), l'autorizzazione non ti arriva.

      Ma nessun panico!
      Rifai da capo la compilazione Esta. E assicurati che nella tua eventuale carta prepagata ci siano i 14 dollari (sono 14??) necessari.
      Rifare da capo la compilazione (con una buona connessione...) non comporta nulla, tranquilla.
      Vedrai che andrà tutto bene!
      Fammi sapere!


      d.

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  52. Ciao ^^
    dunque se io parto direttamente da venezia per andare a philadelphia, i controlli li faccio a venezia giusto? quanto tempo prima consigli di arrivare in aereoporto?
    Poi da philadelphia andrò a los angeles, 1 ora e mezza per fare i controlli non mi basta? :( ho paura di non farcela..
    grazie
    Maria

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Maria,
      1 ora e mezza a Philadelphia sono sufficienti, credo proprio. D'altronde a Philly non c'è lo stesso "traffico" che c'è a New York!
      E poi non sarai certo l'unica persona che farà scalo per andare a LA, no?
      Inoltre (ma non è nemmeno necessario fare gli scongiuri!) sai quanti altri voli (eventualmente) ci saranno nelle ore successive a Philadelphia diretti a LA?

      Per quanto riguarda i tempi "italiani", normalmente per i voli diretti negli Usa viene consigliato di arrivare in aeroporto tre ore prima della partenza. Anche perché dovrai fare i (primi) controlli doganali e caricare il bagaglio.

      Stai tranquilla, andrà tutto bene!
      (Basta non far tardi...) ;-)


      d.

      Elimina
  53. Ciao dario, intanto complimenti per il blog, volevo farti una domanda, io volerò milano-LA, sarò in LA tre giorni, poi andrò a vancouver una settimana e infine tornerò a LA per prendere l'aereo per tornare a milano.
    Ci sono tanti controlli tra canada/america? o è come un volo normale?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Tra Canada e Usa ci sono controlli "normali", così come tra Usa e Canada...

      Buon viaggio e grazie per i complimenti!

      d.

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  54. Grazie mille per la pronta risposta.

    Mi dispiace se sono risultata poco chiara nella descrizione dei mie quesiti, comunque sono felice che sia potuto andare oltre (:

    Per quanto riguarda la pasta, so della possibilità di acquistarla stesso in America, ma quando questi amici, che mi ospiteranno, sono venuti ospiti da noi in Italia, sono rimasti meravigliati da alcune tipologie di pasta ( non fresca) da loro introvabili, dunque era mio obiettivo sopperire a questa loro mancanza, portando giusto uno o due pacchi (un assaggio per così dire).

    Mentre per quanto riguarda la Moka, sentire di poterla portare mi consola un sacco! Svegliarmi la mattina senza un buon caffè mi diventa impossibile! Coglierò al volo il tuo suggerimento e andrò a ricercare il racconto-avventura della moca made in china.

    Grazie ancora. Sicuramente, appena avrò un altro dubbio, non ci penserò due volte, e correrò a scrivere qui in cerca del tuo supporto!

    Annachiara.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Annachiara,
      è vero che la pasta non è "fresca" ma "secca", però non so...
      Io non ho mai portato pasta negli Usa, ecco. :-)

      Per quanto riguarda il racconto sulla moka, ecco il link:
      http://dariocelli.blogspot.it/2011/12/sulla-caffettiera-il-terremoto-e-altre.html

      Ciao!

      Elimina
  55. Ciao Dario, ho appena trovato il tuo blog, devo dire utilissimo!
    Andrò negli Stati Uniti il 10 settembre fino a al 5 di novembre (studio e turismo con ESTA) e ahimè dovrò evitare di rispondere innocentemente alle info lavorative, poichè rimasta a casa dal lavoro a marzo. Una mia amica, partita per Miami e nelle mie stesse condizioni mi ha detto di fare riferimento all'ultima attività lavorativa: che ne pensi? Grazie infinite!

    RispondiElimina
  56. Ebbrava la tua amica!

    Rilassati, negli Usa. E goditeli!
    Fanno venire un sacco di idee utili per la vita, gli Stati Uniti, vedrai!
    E grazie per essere passata da qui.
    Anzi, fatti un bel giretto, e leggi altro. E dimmi cosa ne pensi...
    :-)

    d.

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  57. Ciao Dario,
    Tra qualche giorno vado a New York, con scalo di un’ora e venti a Chicago volando sempre con american Airlines.
    So che l’aeroporto di Chicago e immenso Mi puoi tranquillizzare :O) … come dove andare e dove si fanno i controlli doganali?
    Ti ringrazio anticipatamente per ogni tuo eventuale consiglio
    Vale

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    Risposte
    1. Gli aeroporti americani sono sì immensi, ma gli aerei di una Compagnia sono tutti vicini, nella stessa "zona".
      Per cui non dovresti preoccuparti troppo, secondo me, del tempo che impiegherai per raggiungere, una volta atterrato a Chicago, il volo per New York. Anche perché non sarai certamente l'unica passeggera di quell'aereo con destinazione finale New York!
      Ma non sono in grado di dirti con certezza dove farai i controlli dell'immigrazione. Con certezza dovrebbero dirtelo alla American Airlines, alla quale potresti telefonare.
      Secondo me alla destinazione finale, New York.
      Ma ce lo fai sapere?
      Scusa!

      d.

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    2. Ovviamente si !!!
      1000 Grazie Dario !!!
      Felice giornata

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    3. Ciao Dario Eccomi rientra … e come promesso :O) …
      Atterrati a Chicago si fanno controlli per l’immigrazione, dopo si ritirano i bagagli e sono messi su un altro nastro (anche se voli con la stessa compagnia aerea) … tutto nell’arco di 200 metri, poi si passa dal terminal 5 (arrivi internazionali) al terminal 3 (volavo sempre con la stessa compagnia AA) tramite trenino interno.
      Un po’ macchinoso ma abbastanza semplice … :O) ti viene spiegato anche con un video in aereo !!!
      Ancora Grazie
      Vale

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    4. Immaginavo, in effetti, che tutti i controlli venissero effettuati all'aeroporto del primo atterraggio....
      Già, le cose negli Usa sono sempre così: macchinose ma alla fine semplici.

      d.

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  58. salve,
    martedi 5 prendo il volo da Roma per Baltimora.
    Faccio scalo a new york al JFK, e vorrei conoscere bene le procedeure da effettuare per prendere poi il volo successivo x baltimora.
    Devo comunque prendere il bagaglio della stiva e poi rifare il check in con lo stesso bagaglio da stiva o arriva direttamente a destinazione(Baltimora)?
    Ho 2 ore e mezza tra un volo e l'altro e ho paura di non orientarmi bene all'interno del JFK.
    La compaglia è l'Alitalia, ma il volo da new York è operato da Delta Aierlines. I terminal sono uguali? o dovrò spostarmi?
    Ci sarà qualcuno che mi aspetta per velocizzare le procedure di immigrazione e dogana, per prendere il volo successivo?
    Spero possa aiutarmi.
    La ringrazio

    RispondiElimina
  59. Caro amico,
    ritengo che due ore e mezza siano sufficienti.
    Sia per il controllo passaporti che per il ritiro bagagli.
    Bagaglio che ti dovrai portare fino al banco del successivo volo per Baltimora per rispedirlo.
    Se anche non ci fosse l'hostess che ti accompagna al gate, le indicazioni sono sempre molto chiare.
    Basta che tu impari a memoria la sigla del tuo volo per Baltimora!
    Tranquillo!

    d.

    RispondiElimina
  60. Ciao Dario parto lunedì per New York due domande sul visto che danno in aereo devo mettere paesi visitati prima italia? La mia tratta e Milano New York con emirates inoltre porto una carta di credito con limite a 5000 euro bancomat per ritirare agli sportelli ATM e 1000 dollari cash che dici fanno storie grazie mille

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    Risposte
    1. Allora: stiamo parlando del modulo bianco-azzurrino, vero?
      Perché l'altro modulo, l'Esta, lo devi compilare on line prima di partire. Ma questo lo sai, vero?
      Per quanto riguarda i "Paesi visitati" prima di essere arrivato negli Usa, si intende se hai fatto un vacanza (che so...) che dopo essere partito dall'Italia ti ha fatto passare venti giorni in Francia, e poi magari altri dieci in Marocco, e poi altri venti in Sudafrica.
      Non riguarda eventuali scali che un viaggiatore fa per arrivare a New York.
      Dunque, tranquillo: non mettere nulla. O metti Italy.
      Poi...
      Gli Usa saranno anche severi e rigidi nelle norme (sono solo "rigidi", come è giusto, solo che a noi italiani, che viviamo in una Nazione dove spesso c'è una interpretazione "elastica" di ogni norma - a seconda di quanto tu sia potente e Vip...- ) ma non invadono così la sfera privata di una persona.

      Dunque il fatto che tu abbia 5.000 €uro di massimale non influisce. Anzi: meglio così, perché trovarsi con la carta di credito bloccata per esaurimento fondi mette angoscia, credimi.
      Non possono mica controllare i massimali di tutti i milioni di turisti che entrano ogni anno negli Usa...
      Non mi è mai capitato che mi controllassero i contanti, ai controlli.
      Io normalmente mi porto 300-400 dollari in contanti (Tanto con il bmt italiano posso prelevare i contanti agli atm americani...) e ho due carte di credito. (E una PostPay ricaricabile che raramente negli Usa funziona).
      E, ovviamente non mi hanno mai fatto storie.
      E poi, rifletti: se uno ha una carta di credito con fondo illimitato che fa? Non può entrare negli Usa?
      Anzi, sono diffidenti nei confronti di chi non ha carta di credito e pochi contanti...
      Dunque, tranquillo.

      Buona vacanza!
      E grazie per essere passato da qui!


      d.

      Elimina
  61. Scusa una ultima domanda sul visto che danno in aereo alla domanda numero 10 chiedono se il viaggio e' da diporto o per affari cosa si deve rispondere? Grazie ancora aspetto tue risposte Lapo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eccomi: "diporto" è un termine un po' "desueto", fuori moda, per definire "la vacanza fine a se stessa", la "vacanza per divertimento".
      Dunque, visto che vai negli Usa per vacanza, devi rispondere "da diporto".

      Buona vacanza (da diporto...)
      :-)
      E torna fra queste pagine!


      d.

      Elimina
    2. Grazie mille... Ti farò sapere e'...

      Elimina
  62. Ciao scusa un ultima serie di domande sono impaziente di andare negli USA e questi giorni non passano mai alla famosa domanda che lavoro svolgo in Italia essendo io un avvocato in itinere (devo solo fare l'orale per essere abilitato ) basta dica che lavoro in Italia o devo specificare...
    Inoltre porto con me in valigia quella che va nella stiva un po' di medicinali ma roba tipo antibiotico aulin imodium anti dolorifici vari possono rompere alla dogana?
    Concludo chiedendo amici arriveranno martedì facendo la tratta firenze Zurigo Zurigo New York con Swiss hanno 1.40 di tempo tra arrivo a Zurigo e partenza per New York rischiano?
    Concludo davvero emirates che tu sappia e' buona compagnia? Scusa ma sogno sto viaggio da anni e ho l'adrenalina a mille

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sorrido...
      Caro Lapo, anche il mio primo viaggio negli Usa l'ho fatto via Zurigo. Ho una foto che mi è stata fatta dove saltavo (nel senso letterale) dalla gioia e dall'euforia!
      Direi che 1 ora e 40 sono più che sufficienti. E poi, là, so' svizzeri! Mica Novi! :-)

      Emirates mi dicono che sia un'ottima compagnia (soprattutto per chi viaggia in business o in 1a classe...): no, vedrai, sarà un normale viaggio transoceanico. E i film avranno anche l'opzione "italiano", vedrai.

      Poi, veniamo a te: che lavoro svolgi? L'avvocato, "Attorney of law".
      Non esageriamo con gli Usa che sono severi alla frontiera: tu fai l'avvocato. Non capirebbero nemmeno cosa vuol dire "in itinere". E mica ti chiedono il tesserino! Manco esisterà l'Ordine degli Avvocati come lo intendiamo noi, in America...
      E ricorda che negli Usa non si deve essere troppo umili, come ci hanno insegnato in Italia fin dal concepimento.
      Qualunque americano ti troverai di fronte preferisce pensare di aver di fronte un eccezionale avvocato italiano, piuttosto che "uno dei tanti"...

      Per quanto riguarda gli antidolorifici (che, sono certo, NON userai...) ti stupirai della varietà di medicine ed antidolorifici specifici che vengono venduti liberamente nei reparti "pharmacy" dei supermercati.
      Dunque, non ti preoccupare.
      Anzi, negli Usa si può scatenare e lasciare libero l'ipocondriaco che è in noi!

      Ma non ti preoccupare nemmeno delle tue piccole ansie: le abbiamo tutti, prima di partire.

      Uh, come vorrei tornare a quella mia prima volta...

      d.

      P.S.: Negli Usa gira questa piccola barzelletta sugli avvocati:
      "Sai cosa sono mille avvocati incatenati al fondo dell'oceano?
      - No...
      "Sono un buon inizio"...

      Gli americani odiano gli avvocati, perché senza loro non possono fare nulla. (E perché mettono nel conto anche la telefonata che fanno al cliente. Contabilizzando anche il minuto di conversazione, ovviamente...).

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  63. Salve,
    sto per ritornare purtroppo dal mio primo viaggio dagli Usa.
    Volevo chiederle,cortesemente, quali sono i limiti sui regali che posso portare dagli Usa in Italia.Ho visto che c'è un limite nel valore dei regali da non superare, ma loro come fanno a valutare il valore? dovevo tenermi tutti gli scontrini? perchè aihmè non l'ho fatto.. Inoltre il controllo doganale verrà effettuato negli Usa giusto?
    La ringrazio per la gentilezza.
    Saluti

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    1. No, negli Usa le tasse le hai già pagate comprando i prodotti.
      Dunque, in uscita, non sarai sottoposto a nessun controllo "fiscale".

      L'eventuale controllo lo potranno fare - in Italia - dopo il controllo passaporto e dopo il ritiro bagagli.
      Una volta ritirate le tue valige, ti troverai davanti a due passaggi: uno dice "Niente da dichiarare" e tutti passano da lì.
      Se non hai nelle valige un portatile, tre telefonini, quattro o cinque orologi e una macchina fotografica comprati negli Usa, puoi passare tranquillamente senza dichiarare nulla.
      Nel caso tu nelle valige abbia tutto quel ben di Dio, potrebbe venirti contestato l'evasione dell'Iva italiana.
      Ma se hai cose normali - souvenir, felpe, jeans, camicie, qualche giocattolo per bambini e cose del genere - se ti venga chiesto qualcosa, puoi, appunto, dire che porti soltanto souvenir.
      Io conosco uno che si è portato dagli Usa un bellissimo servizio di piatti comprato a New York...
      :-)

      Grazie per essere passato da qui!
      E rilassati, ché già dovrai affrontare il trauma da rientro...


      d.

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  64. Ciao Dario il viaggio è stato magico ho fatto NY Washington e las vegas una cosa al Jfk abbiamo ricevuto un timbro di ammissione ma al ritorno hanno solo controllato e niente timbro e' normale? Hanno fatto così con tutti

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    1. Caro Lapo,
      certo, perché tanto i tre mesi di possibile permanenza come turista negli Usa partono dalla data di ingresso stabilita dal timbro che ti hanno messo sul passaporto quando sei arrivato.
      Non ti preoccupare che a loro risulta benissimo la tua uscita.
      Poi, nei due anni di validità dell'Esta, tu puoi sempre ritornare a fare un viaggio negli Usa: ma sempre al massimo di tre mesi.

      d.

      P.S.: Viaggio "magico" e ritorno "traumatico"?
      :-)

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  65. Ciao dario,
    sono molto utili le tue informazioni, complimenti.
    Sapresti darmi qualche indicazione in più sul passaporto. Io ho un passaporto a Lettura Ottica, emesso il 12 Luglio 2005. Secondo la normativa è vecchio si, ma va bene negli usa (perche emesso prima del 26 Ottobre 2006, data a partire dal quale non è più ammesso alcun tipo di passaporto tranne che quello nuovo con il chip). Ma la mia agenzia mi continua a dire che va bene (con l'Esta alla mano) il mio passaporto è valido. Tralaltro ha dopo la mia partenza e ritorno ancora 6 mesi di validità perche io andro a Natale 2014.
    Sapresti confermarmi questa cosa? hai avuto già qualche domanda simile?
    Grazie mille..

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara Cinzia,
      io e te possediamo lo stesso tipo di passaporto.
      Che io definirei "rosso del primo tipo": e cioè rosso a lettura ottica, ma SENZA quel simbolino al centro della copertina davanti (un simbolino dorato che sembra una macchina fotografica) dentro la quale, in quel punto, c'è un microchip.

      Tranquilla: Il tuo (e il mio) passaporto, come ti ha detto la tua agenzia, è valido: con quello io sono entrato e (purtroppo) uscito tante volte negli (dagli) States. Ed è valido anche se nel frattempo è uscito il nuovo modello: quello appunto con il microchip incorporato.
      Valido fino a scadenza, quando tu (ed io) dovrai (come me) richiederne uno nuovo.

      Buon viaggio, e continua a viaggiare anche fra queste pagine!
      E grazie per essere passata da qui!


      d.

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    2. Ciao Dario,
      grazie mille....speriamo bene; visto che c'è gente che ci sta "tirando i piedi" allertandomi che alla dogana mi fanno tornare indietro per il passaporto.....vabbè grazieeee bye bye

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  66. Ciao Dario e complimenti per il blog, mi è stato utile e mi ha tranquillizzato sulle domande della dogana, ma non completamente. Io andrò con la mia famiglia negli USA a fine mese e il mio inglese è scarso, o almeno nel parlato(sopratutto americano) ci capisco poco, poi l'emozione fa il resto. Per questo ti chiedo, se non lo sai parlare, basta dirlo e che fanno? Arriva qualche traduttore? O ti lasciano direttamente passare?
    Seconda domanda, importante. Quando ti dicono "Che lavoro fai" o simili, cosa devo rispondere? Perchè ora non faccio veramente niente, devo inventare un lavoro?
    E terza domanda, se compro un paio di scarpe è meglio indossarle? buttando la scatola? Idem, per gli oggetti elettronici, buttare la scatola e far vedere che è roba mia? Anche perchè nel bagaglio a mano porto roba mia, dall'Italia agli Usa e quando rientro, non vorrei problemi su oggetti veramente comprati in italia.
    Grazie per le eventuali risposte.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro anonimo,
      iniziamo dalla tua ultima domanda.
      Tranquillo, non sei certo il primo italiano che va negli Usa e fa shopping. Il problema degli acquisti che si fanno negli Stati Uniti riguarda la frontiera italiana e (gli eventuali) controlli della nostra Guardia di Finanza dopo aver ritirato i bagagli.
      Ovvio che quasi tutti tornano dagli Usa con un bel po' di acquisti...
      Per le scarpe (che mi è capitato di acquistare negli Usa e portare in Italia) l'unica cosa che mi viene in mente è che la scatola, in valigia, occupa un sacco di spazio. Così per i vari oggetti elettronici.
      Ma dipende poi da che valige hai!
      Per quanto riguarda i prodotti che ti porti dall'Italia (e che riporti in dietro) è ovvio che non devi preoccuparti.
      I più ansiosi si portano dietro solo lo scontrino della (eventuale costosa) macchina fotografica nuovissima, per dimostrare poi ad un eventuale controllo della Guardia di Finanza al ritorno in Italia che non la si è acquistata negli Usa.

      Veniamo al tuo ingresso negli Usa: atterrati in America, al controllo passaporti non c'è bisogno di alcun traduttore, tranquillo.Ti verrà chiesto solo il motivo del viaggio. E la risposta automatica è, ovvio, "tourist".
      Tranquillo: non è mica obbligatorio conoscere la lingua locale per recarsi come turista in un Paese!
      E non sarai di certo il primo turista che non conosce l'inglese a passare davanti al controllo passaporti! I cui agenti, peraltro, un po' di lingue le masticano...
      Basta dire, eventualmente, "Sorri Ai dont spik inglish!"
      (Leggi e ripeti!)
      (Scherzo, oh!)

      Qualche volta, in effetti, viene chiesto che lavoro si svolge in Italia: tu, prima, che lavoro facevi?

      Ah! A meno che il viaggio non lo facciate in dieci, la fila al controllo passaporti e davanti allo sportello (tenendo buoni gli eventuali figli adolescenti) potete farla ed esserci tutti insieme.

      Stai tranquillo, comunque!
      Mica ti troverai la Gestapo davanti, sai?

      Buon viaggio!
      E raccontami poi le tue impressioni!


      d.

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  67. Ciao complimenti per il tuo blog e fantastico,ti volevo chiedere,io ho 20 anni e partirò per gli usa il 13 dicembre (avrò già 21anni) per una permanenza di 60 giorni,essendo così giovane faranno problemi al controllo doganale,immigrazione?

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    1. Grazie per i complimenti, Stifler!
      Non vedo perché dovrebbero farti problemi, se hai un biglietto che prevede il tuo ritorno dopo 60 giorni.
      Certo se gli agenti dell'immigrazione si trovano di fronte un giovane con uno zainetto piccolo piccolo come bagaglio, che non ha con sé molti contanti né carta di credito, qualche domanda se la faranno...
      Al controllo i verranno fatte le domande di rito: "Motivo del viaggio?", "Dove soggiornerai?".
      E al massimo: "Dove pensi di andare?".
      Già, non ci hai detto cosa farai nei tuoi due mesi americani!


      d.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  68. Ciao, a maggio andrò insieme ad altre 3 persone a new York... Per caso sono capitata su questa pagina, grazie mille per le preziose informazioni anche se mi è venuta un po' d'ansia e vorrei chiedere una cosa. Non sapendo bene l'inglese (mi arrangio, e comprendo abbastanza bene lo scritto) ho paura di non comprendere le domande che faranno in aeroporto! È un problema.??

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao!
      Andate a maggio? Fate in tempo a fare un corso accelerato di inglese, allora!

      Scherzo, ovviamente! Mica è necessario conoscere l'inglese per fare il turista negli Usa!
      Tranquilla!
      E poi non sei mica la prima persona che va negli Stati Uniti in vacanza senza conoscere l'inglese a perfezione!
      Rilàssati: a parte che gli agenti dell'immigrazione masticano un po' tutte le lingue; al massimo ti chiederanno in spagnolo: "Scopo del tuo viaggio?"
      E tu rispondi la verità: "Turist!", aggiungendo, poi: "Sorri, bat ai dont spik inglisch!"
      Vedrai che capirai e si faranno capire!
      Stai serena!!
      E grazie per essere passata da qui!
      Anzi, fatti un bel giretto, e torna ogni tanto!

      d.

      Elimina
  69. Ciao Dario, ma che fantastico blog! Complimenti! Il mio quesito riguarda la scadenza del mio passaporto che è di tipo vecchio ovvero pre-microchip ed ha scadenza il 23 Novembre, il mio viaggio a New York e dal 10 al 18 ottobre. Ho già ricevuto autorizzazione ESTA ma mi rimane il dubbio, ho letto informazioni contrastanti sulla necessaria validità di 6 mesi dopo il ritorno. Grazie Laura

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    1. Mmmh...
      Già, deve essere valido almeno sei mesi.

      Dunque ti conviene correre in Questura con due fotografie, un marca da bollo per Atti Amministrativi per passaporto di € 40.29 che trovi dai tabaccai e la ricevuta di pagamento con bollettino postale (c/c postale n° 67422808 intestato al Ministero
      dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del tesoro; causale “importo per il rilascio del passaporto elettronico”) di € 42,50 per il libretto a 48 pagine.

      Cifre e numeri di Conto Corrente dovrebbero essere questi.
      Ma è meglio che controlli anche tu.

      Laura, dai retta a me: corri in Questura!!!


      d.

      Elimina
  70. Grazie mille Dario! Sto già' correndo! L

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  71. Ciao, vorrei porti delle domande. Io e il mio ragazzo abbiamo intenzione di partire per Charleston, avendo mio zio americano con un ristorante di sua proprieta'. Noi vorremo vivere lì ma sapendo che è quasi impossibile, vorremmo passare pero' piu tempo possibile negli USA anche se comporterebbe di scendere ogni tre mesi e passare un mesetto in Italia, secondo te ce lo lasciano fare? ovviamente rispondero' sempre 'tourist' alla loro domanda ma se la bevono? turista 10 mesi in un'anno? Ma poi è cosi complicato essere cittadino americano?
    Un'altra domanda che ti volevo fare è : Dato che nella mia vita, a 21 anni, ho lavorato solo due volte quando loro mi chiederanno che lavoro svolge in italia? non posso dire che sono disoccupata perche' al sud non c'è lavoro, posso anche inventarlo!?! mica controllano? anche perche' pensandoci se dico che lavoro e poi passo 10 mesi all'anno negli USA come turista che lavoro svolgo?Spero mi aiuterai.. ti ringrazio in anticipo!!! :)
    P.s. complimenti al blog era tempo che cercavo un post cosi dettagliato!!

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    1. Accidenti, che domande...
      (Dalle risposte complicate, diciamo).

      Tu, cara Maria, hai un grande, grandissimo vantaggio rispetto a molti dei lettori: hai un parente diretto negli Usa.
      Questo comporta il fatto che su richiesta potresti avere il visto turistico (non sto parlando dell'Esta, che è una "autorizzazione", ma di un VISTO) che vale SEI mesi.
      Ovvio che questo visto viene rilasciato quando si prova di avere dei legami in Italia (e tu ce li hai) e quando si prova che stando negli Usa tu non rischi di vivere sulle spalle delle istituzioni americane; e anche in questo caso tu dovresti essere a posto, visto che hai un parente stretto, uno zio, dal quale andresti a stare.
      Dunque, ripeto, a mio parere - presentando la dovuta documentazione - il visto da sei mesi tu potresti ottenerlo dicendo che andrai a vivere da tuo zio e che sarà lui a "garantire" (che non andrai a fare la barbona a spese dei servizi sociali, intendo...).
      Andare là per tre mesi, come permette l'Esta, stare un mesetto in Italia e poi tornare lì per altri tre mesi è un giochetto che (se va bene) potrai fare solo due volte. Anzi, la seconda volta, quando rientri, ti chiederanno che intenzioni hai... E io eviterei, sinceramente.
      E comunque, dieci mesi all'anno da turista non potrai certamente passarli, negli States!
      Per quanto riguarda il lavoro, mi pare normale che una ragazza di 21 anni non abbia un lavoro fisso.
      Non controlleranno di certo, ma tu, in quel caso, dovresti solo dire la verità: vado a trovare mio zio che non vedo da tanto tempo e che mi ospita a sue spese a casa sua.
      Ma dovrai stare, da turista, solo sei mesi.
      E magari, in quei sei mesi, potresti trovare qualcuno che ti sponsorizza...
      Chi lo sa!

      d.

      P.S.: Grazie dei complimenti!

      Elimina
  72. Ciao Dario, complimenti per il blog. In molti stanno chiedendo per il lavoro e allora mi accodo. Io vado a New York come turista e non lavoro in italia, devo inventarmi qualche lavoro o basta dire "Tourist"?
    E un'altra domanda: Per il jet leg, hai qualche consiglio? Per affrontarlo da li e per affrontarlo già da adesso? Calcola che sono uno che dorme sempre tardi la notte, 2/3 di notte. Devo iniziare ad abituarmi ad un altro orario? Grazie e ciao, complimenti ancora.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Rispondo come ho risposto agli altri.
      Non sarai certo il primo studente, o ex studente o ex qualcosa, che va a farsi una un viaggio negli Usa, no?
      Ma sei proprio sicuro di non essere ancora studente, in Italia? :-)
      O di non fare ancora l'ultimo lavoretto che hai fatto in Italia? :-)
      E poi tu vai a New York per fare il turista, no?
      E allora devi proprio dire "tourist!!" Con tanto di doppio punto esclamativo nel tono!

      La domanda viene fatta solo per capire, da una eventuale incertezza, se il turista italiano abbia, invece, intenzione di lavorare negli Usa.
      Cosa che è vietato fare...

      Per il Jet lag, come ho scritto nelle righe qui sopra, se proprio lo temi devi allenarti a (continuare, nel tuo caso) ad andare a letto un bel po' tardi le ultime 3-4 notti italiane prima della partenza.
      Quando sarai negli Usa il massimo del disagio sarà la sveglia mattutina: vedrai che i primi giorni aprirai gli occhi spontaneamente alle 5-6 del mattino!

      Il jet lag più fastidioso lo si patisce al ritorno, quando da ovest torni ad est, quando dagli Usa sarai tornato in Italia.
      Ma vedrai che con l'aiuto di una pastiglia di Melatonina un'oretta prima di coricarsi, in 4 giorni sarà più o meno tutto a posto.

      Grazie dei doppi complimenti!
      E torna ancora su Aria Fritta, mi raccomando!


      d.

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    2. Grazie Dario, allora aggiudicato Tourist!! Una domanda ancora per il Jet Leg, io dovrei andare tra poco a NY e al ritorno ho subito un impegno (non pesante) Si torna distrutti o ci si regge ancora in piedi? Prima dell'impegno potrei avere qualche ora di riposo, meglio farsi una dormita o lasciarla per la sera?
      Grazie ancora ;)

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    3. Al ritorno è, in effetti, un po' pesante.
      Arriverai in Italia la mattina del giorno successivo la partenza da Ny e la crisi di sonno si ha nel pomeriggio, soprattutto.
      E nei pomeriggi dei tre-quattro giorni successivi.

      Meglio è resistere il più possibile fino a sera, e imporsi di andare a letto. Anche se a quel punto ti verrà da stare sveglio/a fino alle 4 del mattino almeno.
      In quel caso gli esperti indicano possa essere utile una (una!) pastiglia di melatonina un'ora prima di andare a letto.
      Eviterei assolutamente di andare a letto al pomeriggio, quando più ti verrà voglia e quando più sentirai tutto il peso del jet lag. Altrimenti sballi tutti i tuoi ritmi.
      Dovrai resistere fino a sera.
      Ma dopo 3-4 giorni (se sei stato a Ny) tutto ritorna come prima!

      Grazie a te!
      E fatti un bel giro fra queste pagine!


      d.

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    4. Quindi il difficile è resistere al sonno nel pomeriggio, per andare a letto di sera. Il problema è resistere, non credo che faccia bene il caffè, così avevo letto.
      Almeno spero di reggermi in piedi eheh Grazie ancora Dario.

      Elimina
  73. Ciao Dario,
    Grazie mille per questo post utilissimo e simpaticissimo. Mi hai risolto tantissimi dubbi però ne ho ancora un paio. Quindi potresti lasciarmi la tua mail o scrivermi il link del tuo profilo? Non perché le mie richieste siano top secret ma perché non vorrei allungare questa pagina ulteriormente XD

    Grazie!!
    Alice

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alice, al fondo della prima colonna a destra della pagina c'è il link per arrivare a me attraverso facebook. Scrivimi, ma tu fatti riconoscere!!

      Grazie a te.

      d.

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    2. Ho giusto inviato l'amicizia :)

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  74. Salve Dario, sei un grande! Ho una domanda, ma a New York se piove, cosa mi consigli di fare?
    Ah e domanda che ti avranno fatto mille, quanto inglese devi sapere per girare a New York? Girare per negozi, ordinare da mangiare ect... Più ne sai meglio è, ovviamente. Però un caprone, come si troverà? ahah Ciao Dario e complimenti. Grazie Antonio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Antonio,
      intanto non portarti l'ombrello, ché non te lo farebbero passare ai controlli. Dovesse piovere, semmai, te lo potrai sempre comprare lì. O per strada o in qualche grande magazzino.

      Se piove...
      Ci sono molti musei interessantissimi a Ny, quasi tutti gratis almeno un giorno alla settimana (qui su Aria Fritta c'è proprio un racconto su questo argomento...).

      Poi potresti fare il giro in battello, o in uno di quegli autobus che ti fanno fare il tour di Manhattan (nelle loro parti coperte, ovvio!).
      E poi c'è la metropolitana, per fare i tragitti riparati.
      Ma sono certo che camminerai anche sotto la pioggia, vedrai.
      New York è adrenalinica!

      Sull'inglese non mi preoccuperei molto: non c'è percentuale al mondo così alta di abitanti d'origine straniera come a New York.
      Dunque, stai tranquillo!
      E se c'è una cosa che fanno gli americani, ed in particolare i newyorkesi, è sforzarsi di comprendere: nei negozi, nei ristoranti.
      E poi è pieno di persone che parlano spagnolo!
      L'importante è essere cortesi ed avere le mani per indicare!!

      Sui "caproni" me ne intendo: io mi sono trovato benissimo e mi è sempre stato detto che il mio inglese (elementarissimo) era ottimo.
      Ok, era un tassista originario del Marocco e arrivato a New York da una settimana, ma la cosa mi ha riempito d'orgoglio!
      Se sei proprio a zero, potresti prepararti con un veloce corso d'inglese basilare, no?

      Grazie per essere passato da qui!
      E grazie dei complimenti...


      d.

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    2. Ah perfetto, gentilissimo. E no, non sto proprio a zero ;) Grazie a te per la disponibilità.

      Antonio.

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  75. ciao sono roberto il mio passaporto e stato rinovato del 2007 e scade del 2017 quando sono statto la prima volte nei USA con la tassa annuale.adesso o sentito che la tassa annuale e stata dolta di mezzo da quest anno.quella tassa annuale che ho sempre fatto qundo sono viaggato nel liUSA,senza quella tassa anualle non podevo andare in USA.allora sono andatto nel konsolato d´`i italia in germania dove vivo,e o ciesto li e loro mi ano detto che mi devo informare da solo come sono le regole per viaggire nel li USA.alora mi sono rotte le p.... mi scusi.da adesso fano il passaporti per tutti i paesi e costa 116 euro.

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    Risposte
    1. Caro Roberto, ti confermo che il bollo annuale (la tassa) non si deve più pagare.
      Almeno fino a quando non dovrai rinnovare il passaporto, quando vedrai che del passaporto, appunto, è però stato aumentato il costo di rilascio.
      Fino al 2017 (data di scadenza del tuo passaporto) puoi viaggiare tranquillo.

      Ciao!
      E grazie di essere passato da qui!


      d.

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    2. crazie mille centellisimo dario eri e stato molto di aiuto.
      pensavo gia che me era fare il passaporto nuovo.
      con tanto afetto un saluto
      roberto

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  76. Ciao, tra un po' andro' negli USA, volevo chiederti è possibile portare dei medicinali quelli per il mal di testa, tachipirine cose cosi? grazie

    RispondiElimina
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    1. Cara/o amica/a,
      puoi portarli tranquillamente nel bagaglio che spedirai.
      Ma è una operazione inutile: non appena entrerai in qualunque supermercato americano e passerai dal reparto Pharmacy resterai sbalordita per la quantità di medicine da banco in vendita.
      Passerai da confezioni di Aspirine tascabili (da 10 pastiglie) a boccette da 500 pastiglie tutte anti mal di stomaco.
      E poi vari antidolorifici per il giorno, per la notte, per la sinusite, per i reumatismi, per il mal di testa frontale, per i dolori mestruali e così via.
      Con caffeina, senza caffeina...
      Tutto senza ricetta.
      Che fanno un baffo a qualunque cosa ti porterai tu.

      Grazie per essere passata da qui!


      d.

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  77. Ciao Dario, volevo sapere se serve la patente internazionale per guidare da new york alle Niagara Falls ed eventualmente entrare in Canada.. Ti ringrazio :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro Anonimo,
      io sono andato, proprio da New York, alle Niagara Falls (e perciò sono obbligatoriamente entrato in Canada, visto che dagli Usa le cascate NON si vedono...) con la normale patente italiana e un'auto a noleggio.
      E, ovviamente, alla frontiera Usa Canada (e viceversa) mi è stato chiesto solo il passaporto.
      Non è obbligatoria, la patente internazionale, per circolare negli Usa.
      Al noleggio dovrai solo aiutare l'impiegata a capire qual è il nome, il cognome e che la data di nascita non è scritta "all'americana".
      Effettivamente esistono Stati Usa che accettano quella italiana e altri che accettano (teoricamente) quella italiana solo accompagnata da quella internazionale.
      Per esempio, nello Stato di New York mi risulta che dovrebbe essere obbligatoria. Ma non ho mai avuto problemi.
      Ho sempre noleggiato e guidato l'auto con la patente italiana.

      Grazie per essere passato da qui!


      d.

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  78. ciao Dario, complimenti per l'articolo, molto esaustivo!
    ho letto parzialmente i commenti e le domande perchè sono veramente molti, quindi ti espongo un mio dubbio al quale probabilmente avrai già risposto prima :) ho prenotato un volo per gli states con tratta torino- amsterdam (2 ore di scalo), amsterdam-detroit (tre ore e mezza di scalo), detroit-cittadina minuscola interna. il ritorno seguirà lo stesso percorso, ma mi chiedevo:dato che ad amsterdam avrò solo un'ora e mezza prima della partenza del volo per torino, riuscirò a prenderlo?i controlli al contrario sono severi o una volta usciti dall' america mi rispediscono a casa in un lampo senza problemi? (spero anche che le due ore di scalo all'andata ad amsterdam bastino)
    grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, hai scritto bene: i controlli per uscire dagli Stati Uniti procedono con molta più speditezza.
      Dunque direi che puoi stare tranquillo/a.
      Buon viaggio, e grazie per essere passato/a da qui!

      d.

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  79. Buongiorno, innanzitutto complimenti per l'articolo. Io non parto per divertimento o turismo ma per studio. Ho un visto J1 ma le procedure dovrebbero essere simili (a parte l'iscrizione ESTA). Ho uno scalo a fiumicino, e tra un volo e l'altro ho circa 2.30h (Bari-Roma, Roma-Miami, entrambi alitalia). Dovrei farcela? Non devo ritirare il bagaglio vero? Dovrò solo nuovamente superare i controlli made in US?
    Grazie

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    Risposte
    1. Caro Vincenzo,
      due ore e mezza di tempo sono più che sufficienti per i controlli.
      Ce la farai benissimo!
      Per quanto riguarda i bagagli la cosa migliore è che tu chieda direttamente all'Alitalia (visto che mi pare che la compagnia sia questa).
      E' possibile, infatti, che dovrai sottoporre i tuoi bagagli al controllo più minuzioso che viene fatto a Roma prima della partenza per gli Usa.
      Quando arrivi, se hai tempo, dicci cosa hai fatto. Almeno nel tuo caso!

      Ciao, e grazie!

      d.

      Elimina
  80. Ciao Dario,
    intanto complimenti per il tuo blog e per l'aiuto che dai agli utenti: impagabile!
    Vorrei porti un quesito. La mia ragazza lavora in USA con visto J1. Io andro' a visitarla con l'ESTA. Naturalmente faro' un biglietto A/R con ritorno a 90 giorni.
    Dopo circa un mese che saro' li dovro' recarmi per lavoro in Repubblica Domenicana e da li aTrinidad (entrambi considerati Stati limitrofi, credo). Posso rientrare da Trinidad in US oltre lo scadere dei 90 giorni iniziali?
    Ti ringrazio per l'aiuto,
    ciao,
    Francesco

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scusa, Francesco, se ti rispondo solo ora, ma mi ero perso la tua domanda!

      L'Esta vale 90 giorni dal momento in cui lo richiedi (e non dalla tua partenza! Si chiede PRIMA di partire, l'Esta; e si richiede dopo aver fatto il biglietto).
      Dovunque tu vada dopo il tuo arrivo negli Stati Uniti, l'Esta scade al 90° giorno.
      Dunque se gironzoli per il mondo oltre il suo scadere, quando rientri negli Usa dovrai compilare un altro Esta.
      Anche se all'immigrazione americana potrebbero chiederti il perché di quel tuo "andirivieni"...

      Grazie dei complimenti e per essere passato da qui, Francesco!


      d.

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  81. Ma non ho capito una cosa, è OBBLOGATORIO aver già il boglietto di RITORNO, oppure no?

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    1. Sì, anonimo lettore.
      Per andare come turista negli Stati Uniti (e non solo negli Usa, peraltro...) DEVI ESSERE MUNITO DI BIGLIETTO AEREO DI ANDATA E RITORNO.
      E se vai negli Usa con l'Esta, come turista, il volo del ritorno non può essere fissato oltre il 90° giorno DAL GIORNO DEL RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE ESTA.

      d.

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  82. Ciao Dario,
    Avevo scritto un commento molto lungo e il mio pc non lo ha pubblicato. Lo riassumo perchè non ho più tempo per riscriverlo :) Parto per gli States il 30 dicembre e tornerò il 5 gennaio. Piccola toccata e fuga a Los Angeles =) Prima volta negli Stati Uniti.
    Domanda 1 Farò scalo a NY e so che dovrò fare i controlli doganali. Che fai qui? Lavori? Sei un terrorista? ecc... li dovrò far controllare anche il bagaglio da stiva. quindi prendi il bagaglio fai i controlli e riposa il bagaglio sul nastro. C'è una corsia preferenziale? Io viaggio con la stessa compagnia su entrambe le tratte. è segnalato cosa e dove devo andare?
    domanda 2 A Los Angeles dovrò rifare tutta la trafila?
    domanda 3 Porto con me antistaminici potenti e l'adrenalina, in quanto io soggetto a grave reazioni allergiche. Devo compilare un modulo speciale o basta la prescrizione del medico? In Italiano o in Inglese?
    Ritorno: faccio scalo a London - mi è stato detto che li dovrò preoccuparmi solo del bagaglio a mano, quindi imbarcherò tutto in stiva. A milano portando solo dagli States i souvenirs faccio all'Italiana e non dichiaro niente sperando in bene oppure dichiaro i souvenirs? e poi devo conservare gli scontrini o mi conviene buttare tutto??? Saranno cavolate ma io so che in America su queste cose sono pesantemente ligi al dovere. E visto che siamo italiani, non vorrei farmi riconoscere =)
    Grazie per tutto sei molto chiaro e esplicativo.
    Attendo una tua risposta. Cmq penso che come andrà andrà io non vedo l'ora di andare a LA =)
    Mary G,

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    1. Cara Mary,
      grazie per essere passata da qui, intanto!
      Poi: tranquillizzati!
      Tutto sarà più semplice e più fluido di quello che ora temi.

      Andiamo con ordine, dunque...
      Prima di arrivare a LA farai scalo a NY: dunque i controlli più accurati, li farai una volta atterrata al JfK, a NY.
      L'agente dell'immigrazione avrà già sul video il tuo modulo Esta da te compilato prima di partirte.
      Ti dirà di mettere le dita su uno scanner, ti prenderà le impronte e prima ti verrà detto di guardare in una web cam.
      Mentre sei a fare quelle cose ti chiederà "Scopo del viaggio?", e tu dirai, appunto, la verità: "Turismo".
      Se ti chiedono che fai in Italia tu risponderai con tranquillità cosa fai.
      Semplice.
      Questo succede PRIMA che tu vada a ritirare i bagagli.
      A quel punto segui le indicazioni "Baggage Claim" e dai video esposti individui il nastro dove ritirerai la tua valigia.
      Con la tua valigia allora segui le indicazioni per andare al controllo doganale con le tue valige magari sul carrello.
      Si scorre davanti all'addetto alla dogana al quale consegnerai il modulo-cartoncino bianco/azzurro che avrai compilato in aereo.
      Gli consegnerai il modulo e lui, a volte, chiede "scopo del viaggio" o ti chiede di aprire la valigia.
      Se hai medicine particolari (che terrai in valigia) puoi sempre farti fare PRIMA DI PARTIRE DAL TUO MEDICO una dichiarazione, scritta - meglio - in inglese.
      Non serve compilare alcun modulo speciale.
      (Se sei amante del settore, ti consiglio di non perdere i banchi "farmacy" dei supermercati: sono in grado di soddisfare, con le varietà delle loro medicine da banco, ogni tipo di malessere. Altro che "antistaminici potenti" italiani, vedrai! :-) )

      Sempre guardando i quadri raggiungerai il gate dove è prevista la partenza del tuo volo per Los Angeles.
      Se è un volo della stessa compagnia, sarà nella stessa "zona" dell'aeroporto.

      Devi però chiedere bene alla tua compagnia aerea se per caso il bagaglio te lo ritrovi direttamente a Los Angeles...


      Per il ritorno tutto è più semplice, come già scritto: quando si tratta di uscire dagli Usa fanno in fretta, gli americani!

      Quando arrivi a Milano, normalmente la Guardia di Finanza chiede "Da dove arriva?". E poi ti chiede se, appunto, non hai nulla in particolare da dichiarare.
      Se non trasporti computer portatili, macchine foto e altre diavolerie elettroniche, puoi dire, appunto, che hai acquistato solo souvenir, niente di particolare.

      Ci sono coloro che partono DALL'ITALIA con macchina foto o telecamera nuova: in quel caso è meglio portare con sé lo scontrino italiano per dimostrare (se l'apparecchiatura è nuova scintillante) che l'hai acquistata in Italia prima di partire e non negli Usa.

      Ci credo che non vedi l'ora di andare a Los Angeles!
      Mi fai sapere, poi, come è andata?

      Buona America, Mary!

      d.

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  83. salve, il mio volo e' diretto a west virginia, ma prima ho uno scalo ad Atlanta....la mia domanda e': "l'intervista con il funzionario dell'Ufficio delle Dogane e della Protezione delle Frontiere (Customs and Border Protection) la faro' direttamente quando arrivo a west virginia, o dovro' farla nello scalo di atlanta?? quello e' il mio unico dubbio, per il resto ho capito tutto...molto utile grazie :)....ah un ultima cosa, nel modulo ESTA ho messo i dati di dove alloggero' (west virginia), ho fatto bene, o dovevo mettere atlanta(visto che passero' per quell'aereporto)?...grazie di nuovo

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    1. Ciao, Angel, grazie per essere passato da qui!
      Sul modulo Esta hai fatto benissimo: si deve mettere città ed indirizzo della città dove si passerà la prima notte negli Usa.
      Per quanto riguarda i controlli credo che li farai al tuo arrivo definitivo, quello a West Virginia.
      Buon viaggio!

      d.

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  84. Ciao Dario, grazie Dei preziosi consigli! Ho appena effettuato il rinnovo dell'autorizzazione ESTA Poiché quella precedente stava per scadere, tutto apposto autorizzazione approvata e pagamento effettuato. Ho un solo dubbio: non mi è stato chiesto il numero di volo ma solo dove alloggerò, differentemente da quando feci la prima autorizzazione. Non ho la possibilità di inserirlo neanche dalla pagina apposita di modifica dell autorizzazione, mi chiede solamente se voglio modificare l'alloggio in cui starò. È normale? Avrò problemi? Grazie in anticipo e buone feste!

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    1. Ciao, Francesco!
      Guarda, come ben sai e come hai fatto, l'Esta può essere modificato e possono essere cambiati alcuni dati che hai precedentemente compilato (o che hai compilato per la visita precedente, che hai compiuto entro i due anni della scadenza).
      Non credo proprio che tu possa avere alcun problema visto che la domanda, nella procedura di rinnovo, non compare.
      Tranquillo!
      Buon viaggio e buone feste (americane) a te!


      d.

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  85. Ciao Dario grazie per il tuo sito e le informazioni importanti che dai, ti chiedo un informazione che puo essere ritenuta sciocca ma per me importante. Tra 14 giorni parto per san francisco ,posso portare in aereo la sigaretta elettronica?inoltre vado a trovare degli amici posso mettere in valigia dei formaggi sottovuoto e cipster che a quanto pare in america non si trovano?grazi veramente e buone feste !!!Giulia

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    1. Cara Giulia,
      gli Usa sono un ottimo modo per iniziare a smettere di fumare.
      Naturalmente o elettronicamente...

      Escludo nel modo più assoluto che tu possa USARE una sigaretta elettronica in aereo. Magari te la puoi portare dietro, ma non pensare di poterla utilizzare, o di tenerla fra le labbra nemmeno spenta.

      Ho fondati motivi per ritenere che negli Usa l'uso della sigaretta elettronica sia equiparato a quello della sigaretta classica.
      Dunque, quando sarai in giro, occhio a dove la userai: non potrai sfumacchiare elettronicamente all'interno di edifici, nei parchi, nei giardini pubblici, in spiaggia, nelle vicinanze degli edifici o se vedi che sta passando vicino a te un bambino o una donna in stato di gravidanza.

      Sui formaggi ti posso dire che i regolamenti americani indicano che NON possono entrare negli Usa formaggi freschi, e che questi possono essere importati solo da aziende specifiche. Dunque non so...
      Teoricamente non si dovrebbe.
      (Perché rischiare di perdere al controllo doganale due ore?).

      Per quanto riguarda le Cipster ti assicuro che io nei fornitissimi scaffali dei supermercati americani io le ho viste...
      Magari sono in mezzo ad altri 49 tipi di cips differenti!

      Dai, resisti!
      E buona California!!


      d.

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  86. Ciao, complimenti per il blog !!! Mi è stato molto utile... volevo pero' chiederti ho compilato l'esta ed è andato tutto bene ora prenotero' il mio viaggio negli usa in cui staro 70 giorni più o meno volevo chiederti i 90 giorni iniziano dal giorno in cui prenotero' il viaggio non da quando ho compilato l'esta giusto? perchè ha validita' di due anni!! grazie mille per la risposta in anticipo

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  87. sono ancora io ... ho pensato che sia cosi perchè se io nell'arco di due anni voglio viaggiare ancora negli usa allora l'esta scade perchè vale 90 giorni solo dalla data di emissione e non è possibile

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